Palermo

Modifiche a normative
sui revisori nei Comuni

Impegno del Governo regionale dopo le osservazioni presentate in Commissione all'Ars dall'Ordine dei dottori commercialisti e altre associazioni

ars

L’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Messina e di Palermo, unitamente ad un rappresentante dell’Ancrel e ad esperti dell’Associazione Servizi Finanziari degli Enti Locali (Asfel) sono stati ascoltati in audizione in Commissione Affari Istituzionali all’Assemblea Regionale Siciliana, presieduta dall’on. Cascio. Al centro dell’incontro la questione che riguarda l’organo di controllo economico-finanziario degli enti locali. Con la legge regionale n. 3/2016, i revisori degli enti locali non verranno più eletti dai Consigli dei Comuni ma sorteggiati. La nuova disciplina, però, risultava di difficile applicazione, innanzitutto perché prevedeva requisiti di cui pochissimi professionisti siciliani sono in possesso. I crediti formativi richiesti andavano acquisiti in seguito al superamento di un test conclusivo di un corso che gli ordini professionali avrebbero dovuto preventivamente concordare con il Ministero degli Interni. Non essendo tale requisito finora richiesto, i revisori siciliani ne erano in larga parte sprovvisti.

In sede di audizione, gli esperti Asfel Lucio Catania (segretario generale di San Filippo del Mela e Furnari) e Antonino Mineo (commercialista e revisore dei conti del Comune di Palermo), insieme al presidente della Commissione enti locali dell’Ordine dei commercialisti di Messina, Filippo Spadaro, hanno suggerito alcune correzioni alla disciplina sulla nomina dei revisori dei conti. La Commissione e l’assessore regionale alle Autonomie locali, Luisa Lantieri, hanno preso atto delle difficoltà applicative della disciplina dettata dall’art. 10 della L.r. n. 3/2015 e si sono impegnati a modificare la norma. Il governo regionale presenterà un emendamento alla legge elettorale nel quale sarà contenuta una norma transitoria che permetterà ai professionisti siciliani di essere designati revisori dei conti nei Comuni, nelle more dell’istituzione dell’elenco regionale e dell’acquisizione dei nuovi crediti formativi. L’emendamento del Governo prevede il requisito della residenza in Sicilia per i professionisti che vogliono iscriversi nell’elenco degli aspiranti revisori dei conti, finora non espressamente contemperato dalla norma.

Ammettere al sorteggio anche professionisti che provengono da regioni oltre lo Stretto (com’è avvenuto, ad esempio, per il Libero Consorzio di Agrigento) violerebbe il principio di “reciprocità”, visto che i professionisti siciliani non possono concorrere con i colleghi delle altre regioni, ma avrebbero subito sull’Isola la loro concorrenza. L’occasione dell’emendamento consentirà di definire, finalmente, la questione del numero di componenti dell’organo di revisione nei Comuni con popolazione compresa tra i 5.000 ed i 15.000 abitanti. Occorre definire, infatti, se l’organo dev’essere collegiale come vuole la Corte dei conti (parere n. 2 del 4 marzo 2008 e deliberazione n. 264/2015/PAR) oppure monocratico come vogliono i giudici amministrativi (Tar, sentenza n. 134/2016 e Cga sentenza n.402/13). Verrà, inoltre, ripristinata la candidabilità oltre che dei professionisti iscritti nel registro dei revisori dei conti anche di quelli iscritti all’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (non ricompresi nella previsione iniziale della L.r. n. 3/2016).

“L’emendamento annunciato – evidenzia Lucio Catania – supera molte delle criticità riscontrate nella recente disciplina regionale. Abbiamo evidenziato che esistono ancora alcuni aspetti di dettaglio che devono essere chiariti o nell’ambito dell’intervento legislativo, oppure in sede di circolare o di decreto assessoriale. Sicuramente sono stati fatti importanti e decisivi passi in avanti”.

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