Congedo da Messina

«La città si liberi da
chi le ha fatto del male»

Le parole del prefetto Francesco Alecci senza sconti al “buonismo” e all’ipocrisia: «Il mio saluto va ai tanti messinesi onesti, ma solo a loro». Un affondo contro chi detiene le leve del potere economico, un appello per la ricostruzione “morale”.

alecci incontra stampa

Parla di un dissesto «morale e psicologico», prima ancora che economico-finanziario. Rivolge il suo saluto «ai messinesi, ma non a tutti, solo ai messinesi onesti», perché non è tempo di ipocrisia e «non si possono dare cose buone ai cattivi, a chi non le merita». Colpisce duro, e in varie direzioni: «Chi ha il potere economico in questa città non vuole che le cose cambino. La gente ormai segue tutto, attraverso i giornali, le tv, i nuovi media, e sa benissimo di chi sono le responsabilità». Ma la sua è anche una lezione di educazione civica: «Nessuno può tirarsi fuori, in qualche modo siamo tutti “correi”, perché anche il più semplice dei cittadini ha un’arma a sua disposizione: il voto. Bisogna stabilire alleanze sociali, non dare più deleghe in bianco, liberare questa città da chi le ha fatto del male». È tutto in queste parole il congedo di Francesco Alecci da prefetto
di Messina. È nei valori che professa, nella testimonianza data in questi cinque anni e tre mesi di permanenza in riva allo Stretto, nell’impegno profuso per affrontare le gravissime emergenze, quelle riguardanti la lotta alla criminalità organizzata, le battaglie per la legalità e quelle concernenti le vertenze occupazionali, il dramma dei senza stipendio, dei senza lavoro, dei senza tutto.

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