Il caso Riina jr

"Inaccettabili minacce
da servizio pubblico"

La presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi prende posizione sull'intervista Rai parlando con i giornalisti all'Università della Calabria dove si trova per tenere una lectio magistralis sulla Costituzione della Repubblica

"Inaccettabili minacce da servizio pubblico"

"Riina jr ha mandato un messaggio preciso al Paese, dicendo che la mafia non esiste, e ai mafiosi che lui c'è e che il padre è ancora in grado di influire insieme a lui. Messaggi pericolosissimi, perché contenevano minacce a chi vuole collaborare con la giustizia. Che questo avvenga all'interno del servizio pubblico è inaccettabile. Ci auguriamo che non accada più". A dirlo è stata la presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi, in merito al caso Rai e all'intervista al figlio di Totò Riina, parlando con i giornalisti all'Università della Calabria dove si trova per tenere una lectio magistralis sulla Costituzione della Repubblica. "La Rai - ha aggiunto - ci aveva fatto delle garanzie dopo il caso Casamonica. Ieri abbiamo avuto rassicurazioni sia dal presidente che dal direttore e speriamo di poter vedere realizzati gli intenti, che sono quelli di mettere sempre di più il servizio pubblico al servizio di una cultura della legalità".

"Siamo intervenuti prima - ha detto ancora Rosy Bindi - ma la decisione non spettava a noi. Abbiamo avuto rassicurazioni dal presidente e dal direttore generale della Rai, che hanno condiviso le nostre valutazioni sul figlio di Riina, che non era un'intervista di un figlio su un padre, ma di un condannato per associazione mafiosa che ha mandato messaggi per conto del padre e per conto proprio".

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