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Il sindaco metropolitano
non sarà quello del capoluogo

Governo e maggioranza battuti all'Ars, con voto segreto, sull'emendamento, a firma del capo gruppo del Pd e del suo vice

Il sindaco metropolitano non sarà quello del capoluogo

Prevedeva, nell'ambito del disegno di legge all'esame dell'aula per il completamento della riforma delle ex Province, il diritto per i sindaci di Palermo, Catania e Messina di fare il sindaco delle città metropolitane: 33 i voti contrari, 29 i favorevoli. Il governo aveva espresso parere favorevole all'emendamento. L'emendamento aveva l'obiettivo di recepire la legge Delrio dopo che il governo Crocetta aveva deciso di fare ricorso davanti alla Consulta all'impugnativa del Consiglio dei ministri. L'aula però ha bocciato l'emendamento.

Slitta l'elezione dei presidenti dei Liberi consorzi e dei sindaci metropolitani. Un emendamento del governo, approvato dall'Ars che sta votando le norme del disegno di legge per il completamento della riforma delle ex Province, stabilisce che l'elezione si terrà in una domenica compresa tra il 30 giugno e il 15 settembre del 2016. La norma originaria fissava la votazione al 30 giugno

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