Palermo

Call center siciliani
1500 posti a rischio

La Regione siciliana metterà in campo “ogni azione possibile a favore della vertenza Almaviva. In gioco il futuro di tutto il settore che in Sicilia conta 20 mila addetti

Call center siciliani  1500 posti a rischio

La Regione siciliana metterà in campo “ogni azione possibile a favore della vertenza Almaviva e ha già fissato la data per l’istituzione di un tavolo tecnico assessorato-sindacato che si insedierà il 22 febbraio. Da questo e dal tavolo nazionale «dipende il futuro dei lavoratori», afferma Eliana Puma della Fistel Cisl, commentando il principale impegno assunto ieri dall’assessore regionale alle Attività produttive Mariella Lo Bello che ha incontrato i sindacati.

L’assessore ha ribadito anche l’impegno a pressare il governo nazionale sull’attivazione di un tavolo nazionale di settore e l’intento di incontrare le committenze dei più grossi appalti di contact center di Almaviva e i vertici delle singole aziende in outsourcing siciliane, per studiare iniziative di sostegno per tutto il settore. I sindacati dunque confermano lo sciopero e il corteo che si terranno domani. A rischio 1500 posti a Palermo, ma è in gioco il futuro di tutto il settore che in Sicilia conta 20 mila addetti.

All’incontro con la Regione era assente Almaviva, ma a Palermo le iniziative a sostegno della vertenza non si fermeranno allo sciopero: in programma c’è un’assemblea cittadina e il 7 marzo, con lo slogan #siamotuttialmaviva, si terrà alle 21 al teatro Politeama uno spettacolo di solidarietà con artisti palermitani, attori, danzatori, musicisti.

Le questioni più urgenti sono: trasparenza nelle gare d’appalto, divieto per i committenti di assegnare commesse al di sotto degli standard previsti dal contratto, rispetto delle regole sulle delocalizzazioni e ruolo degli ammortizzatori sociali.

Sul fronte della Tecnis la vertenza non ha tregua: stipendi di settembre, ottobre 2015 e gennaio 2016 non ricevuti, così come mesi di arretrati della cassa edile. E, soprattutto, ancora nessuna risposta sul futuro occupazionale. Per questo i lavoratori della Tecnis attivi nel cantiere Fce da ieri sono in sciopero e stanno protestando nella sede Ferrovia Circumetnea di via Caronda.

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