Messina

Si firma oggi
la “Carta della Falce”

L’Accordo di programma che mette insieme Regione siciliana, Università, Comune, Autorità portuale e Marina Militare. In mattinata il tavolo interistituzionale al Rettorato, poi il sopralluogo alla Real Cittadella

Si firma oggi  la “Carta della Falce”

Si chiamerà la “Carta” della Falce, o il “Decalogo”, o Rosario, Renato, Antonino. Poco importa il nome, quel che conta è che l’atto in via di definizione sia espressione davvero della volontà comune della città di Messina, rappresentata dai suoi principali enti e istituzioni. Oggi si può – si deve – scrivere una pagina nuova nella vicenda, antica e recente, della Zona falcata. Con l’insediamento del tavolo interistituzionale, sotto l’inedita, e lodevole, cabina di regia dell’Università di Messina, e con la successiva conferenza stampa convocata per stamane e il sopralluogo che si terrà sulla “scena del crimine”, comincia una nuova storia. E speriamo che, nei prossimi mesi, la “s” iniziale possa diventare maiuscola.

La volontà c’è, almeno a parole, e accomuna tutti, come confermato durante la trasmissione di Punto Franco, condotta da Domenico Bertè e andata in onda ieri su Rtp. Il rettore Pietro Navarra, il presidente dell’Autorità portuale Antonino De Simone, l’assessore comunale all’Urbanistica Sergio De Cola, il parlamentare nazionale Enzo Garofalo, il deputato regionale Beppe Picciolo, al di là dei punti di vista personali, istituzionali o politici, hanno ribadito a chiare lettere di essere pronti a firmare un Accordo di programma basato su cinque, dieci o anche un solo punto, purché strumento concreto e fattibile, con un preciso scadenzario di tempi e con la capacità di coordinamento che sia più forte di ogni tentazione egoistica e di ogni resistenza al cambiamento.

Attore protagonista non può non essere il Governo regionale, per le competenze che ha sulle aree della Falce. E per questo stamane saranno presenti, nella sala dell’Accademia dei Pericolanti, al Rettorato (lì dove la “Carta”, idea lanciata dall’assessore De Cola, sarà sottoscritta), e anche alla visita alla Real Cittadella, gli assessori regionali con le deleghe specifiche: i messinesi Carlo Vermiglio (Beni culturali) e Maurizio Croce (Territorio e Ambiente), Vania Contrafatto (Energia e rifiuti), ai quali si aggiungerà il “comandante in capo” della giunta regionale, il presidente Rosario Crocetta. L’amministrazione comunale si presenterà con il sindaco Accorinti, il vicesindaco Signorino e gli assessori De Cola e Sebastiano Pino. Ci saranno l’Authority, ovviamente l’Università, ma anche il soprintendente ai Beni culturali Rocco Scimone e il comandante della Base navale della Marina Militare Le Grottaglie.

La Carta-Accordo potrebbe essere anche il punto di svolta nell’infinita guerra dei contenziosi sulle aree della Zona falcata. Se ne è discusso a lungo ieri sera e, pur nella rivendicazione delle proprie ragioni e tra ripetuti “botta e risposta” con protagonisti il presidente De Simone e l’assessore De Cola, è sembrata prevalere la linea del buon senso e della ragionevolezza. L’inserimento del Comune nel contenzioso che per decenni aveva visto contrapposti Autorità ed Ente autonomo portuale (contenzioso risolto nel 2014) ha complicato ulteriormente le cose e ha impedito di fatto che si andasse avanti con l’iter relativo al Piano regolatore del porto, strumento indispensabile per attuare i piani di riqualificazione e intercettare i fondi comunitari. Ma De Cola ha dichiarato che il Comune è pronto anche a fare cento passi indietro, se si troverà l’intesa sui punti essenziali dell’Accordo di programma.

Tanti gli spunti emersi dal confronto, primo tra tutti il ruolo di coordinamento assunto dall’Ateneo, in una visione complessiva, evidenziata dal rettore Navarra, nella quale ognuno si spoglia anche delle proprie tesi e delle proprie vesti, e si presenta «come cittadino messinese», in nome e per conto di una città che attende da decenni il risarcimento per quanto ha dovuto subire, privata, come lo è ancora, della sfolgorante bellezza. di un tesoro unico al mondo.

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