Gela

E' ancora protesta
al petrolchimico

Mantenuti i blocchi alle vie di accesso alla città per sollecitare il rilascio delle autorizzazioni ministeriali che consentirebbero l'utilizzo di investimenti per 2,2 miliardi dell'Eni in Sicilia

Protesta lavoratori Eni, strada bloccata

Quarto giorno di protesta a Gela dei lavoratori del petrolchimico Eni che mantengono i blocchi alle vie di accesso alla città per sollecitare il rilascio delle autorizzazioni ministeriali che consentirebbero l'utilizzo di investimenti per 2,2 miliardi dell'Eni in Sicilia, l'apertura dei cantieri per la riconversione "green" della raffineria e la produzione di bio-carburanti. Dopo il nulla di fatto del tavolo di lavoro convocato, ieri dal governatore Crocetta, l'attenzione è rivolta a Roma da dove si attende una iniziativa del governo Renzi e dove si reca oggi il sindaco, Domenico Messinese, per un confronto col ministero dell'Industria e dello sviluppo economico sulla bozza dell'accordo di programma da cui dipende il rilancio dello stabilimento gelese. I sindacati hanno tappezzato la cittadina di singolari manifesti funebri con una vignetta raffigurante il cane a sei zampe dell'Eni che, valigia piena di soldi al fianco, va via da Gela, mentre dietro di sé lascia uno stabilimento che brucia.

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