Messina

Il Masterplan diventa una beffa

Doccia gelata da Roma: il budget ridotto a 61 milioni, poco più di 300 fino al 2020. Altro che il miliardo sperato: si dovrà rimodulare il pacchetto di progetti

Il Masterplan diventa una beffa

Abbiamo scherzato. Il libro dei sogni su cui si era favoleggiato a cavallo delle festività natalizie si è trasformato tutt’al più in un opuscolo. Forse persino un depliant. Ieri sono tornati a riunirsi i sindaci del messinese, nella sala Giunta di Palazzo Zanca “ospiti” del sindaco Renato Accorinti (per la prima volta senza, al suo fianco, il vicesindaco Guido Signorino, che aveva seguito tutti i passaggi relativi al Masterplan). Quella che doveva essere una riunione formale, utile solo a stabilire quale delegazione avrebbe dovuto rappresentare i comuni della provincia a Roma di fronte al sottosegretario De Vincenti, si è trasformata in un passaggio che definire interlocutorio è eufemistico. Sarebbe più corretto parlare di enorme passo indietro. I sindaci, infatti, hanno dovuto prendere atto di una vera e propria doccia gelata, giunta lunedì mattina all’ufficio di gabinetto di Accorinti sotto forma di una mail inviata dalla segreteria tecnica di De Vincenti. Il succo è: va tutto rivisto alla luce dei freddi numeri. Che sono molto meno entusiasmanti di quanto si pensasse. Si era fermi ai dodici progetti presentati da Messina e dai comuni della provincia, per un totale di circa 500 milioni di euro. Roma invece ha comunicato che per il biennio 2016-2017 ci saranno a disposizione solo 61 milioni, mentre nel lungo termine, fino al 2020, il budget sarà di 332 milioni, un terzo di quello inizialmente annunciato di quasi un miliardo. Questo è il risultato della quantificazione delle somme utilizzabili per gli interventi che costituiranno il Patto della Città metropolitana di Messina.

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