Palermo

Ars, tiene ancora banco il caso di Riscossione Sicilia

Domani riparte l’attività parlamentare. In primo piano la ricapitalizzazione della società per evitare il fallimento

Ars, tiene ancora banco il caso di Riscossione Sicilia

L’attività dell’Ars riprende domani con l’esame di un disegno di legge per la “valorizzazione del demanio trazzerale”, di cui è relatore il deputato di Ncd Nino Germanà. L’ordine del giorno dei lavori comprende anche la “modifica dell'articolo 1 della legge regionale 1 ottobre 2015, n. 22”, di cui è relatore l’on. Salvatore Oddo del Megafono, e la “modifica alla legge regionale 6 marzo 1976, n. 24 a tutela dei lavoratori del settore della formazione professionale”, di cui è relatore l’on. Marcello Greco di Sicilia Futura. In discussione, inoltre, c’è la mozione dei deputati del Mpa-Pds Toti Lombardo, Roberto Di Mauro, Giovanni Greco e Cataldo Fiorenza per la “disdetta dell'accordo finalizzato alla rinuncia ai ricorsi in materia di legittimità costituzionale promossi innanzi alla Corte Costituzionale”, accordo che, come sostiene l’ex assessore all’Economia Gaetano Armao, comporterà per la Sicilia la perdita di almeno cinque miliardi di euro. In commissione Finanze, invece, si dovrebbe avviare l’esame del disegno di legge per la ricapitalizzazione di Riscossione Sicilia per rimediare al voto dell’Ars del 29 dicembre scorso, quando, a scrutinio segreto, i deputati hanno bocciato l’emendamento con cui si assegnava alla società che riscuote le imposte in Sicilia la somma di 2,5 milioni di euro.

A giudizio dell’assessore all’Economia Alessandro Baccei, però, la semplice ricapitalizzazione potrebbe non bastare per impedire il fallimento della società. Il 4 dicembre scorso, infatti, ha incontrato il presidente di Riscossione Sicilia, l’avv. Antonio Fiumefreddo, suggerendogli di «intensificare la relazione con Equitalia, per mutuarne le procedure e per verificare la possibilità di poter fruire della infrastruttura tecnologica». In ogni caso, per via del già citato accordo tra Crocetta e il ministro all’Economia Piercarlo Padoan del 5 giugno 2014, che i deputati del Mpa-Pds vorrebbero rimettere in discussione con la loro mozione, la Regione non potrà incassare le somme recuperate dall’evasione fiscale nel triennio 2014, 2015 e 2016, che finiranno direttamente all’Agenzia delle entrate, senza passare per Riscossione Sicilia.

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