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Il messinese Picciolo lascia il PD

Il deputato regionale lo ha comunicato a Francatonio Genovese. A convincerlo la mozoione di sfiducia al governo Lombardo " Mi trova fortemente contrario ad abbandonare al novantesimo una partita che avremmo tutti dovuto giocare fino al termine, per poi presentarci al giudizio degli elettori"

giiuseppe picciolo

La recente mozione di sfiducia a Raffaele Lombardo, proposta dal Pd, ha convinto il deputato regionale dei democratici, Giuseppe Picciolo, a lasciare il partito, "che ha praticamente smentito sé stesso - spiega in una lettera inviata all'esponente della corrente Innovazioni, Francantonio Genovese - abbandonando quel percorso iniziato e poi interrotto con un'improvvisa inversione di marcia". "Ho sostenuto e condiviso a suo tempo - aggiunge nella missiva - il progetto di cambiamento di cui Innovazioni, si è fatto portavoce per una reale volontà di cambiamento della Sicilia e che ha portato alla scelta di sostenere l'azione riformatrice proposta dal governatore Raffaele Lombardo, da noi valutato l'uomo giusto per dare una 'spallata' definitiva alla politica trasformistica e clientelare dell'Isola. Gli atti fino ad oggi posti in essere da questo Governo confermano la bontà della scelta". "Il cambiamento di rotta - continua - imposto adesso al Pd dai vertici vertici romani, in virtù di presunte 'sante alleanze' imposte dall'alto non può quindi trovarmi supinamente consenziente al punto di farmi abbandonare e rinnegare una esaltante esperienza riformista che ci ha visti protagonisti fino a ieri. Sommessamente ribadisco quindi che la linea fortemente ondivaga del segretario regionale Lupo, per il quale solo due settimane or sono avevamo proposto una 'mozione di sfiducia', mai discussa ma sottoscritta dalla maggioranza dei delegati del Pd, e la sua volontà di non tenere assolutamente conto dei risultati ottenuti da questo governo, sacrificando sull'altare di un'antimafia di facciata quanto di buono realizzato, mi trova fortemente contrario ad abbandonare al novantesimo una partita che avremmo tutti dovuto giocare fino al termine, per poi presentarci al giudizio degli elettori". "Cosa ne sarà - conclude - di quanti oggi si nascondono dietro le infamanti accuse rivolte all'uomo politico Raffaele Lombardo, se queste dovessero rivelarsi a breve un castello di carta?". (ANSA).

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