REGGIO

Acquereggine cessa tutte le attività

Procedura per la messa in mobilità rinviata ancora una volta. Scontro con i sindacati sui numeri

Il depuratore di ravagnese

Non ci sono i licenziamenti e non c’è la mobilità, almeno per ora, nei confronti dei 39 dipendenti. Sembrerebbe una notizia positiva per gli ultimi dipendenti rimasti ad Acquereggine, ma non è così perché la situazione della depurazione cittadina rischia grosso. La drammatica relazione che è stata presentata durante la riunione con i sindacati di Cgil, Cisl, Fials e Uil, nella sede del dipartimento Politiche del Lavoro della Regione alla presenza della società e della rappresentante dalla direzione territoriale del Lavoro, contiene i dettagli della grave situazione dovuta «alla persistente morosità del Comune di Reggio, i cui pagamenti mancano sia nel periodo fino al 31 dicembre dell’anno scorso e quelli afferenti al periodo successivo».
Numeri contro. Tra Acquereggine e sindacati non c’è accordo per la mobilità e addirittura la Cgil ha chiesto di rivedere, revocando le agevolazioni previste e combinando eventuali sanzioni, la documentazione della società

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