'ndrangheta

Nel Reggino arresti e sequestro beni per 122 mln

Operazione dei carabinieri, della Dia e della Guardia di Finanza che hanno eseguito due distinte ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Reggio Calabria, su richiesta della Dda, a carico di sei persone accusate di essere affiliate a cosche della 'ndrangheta. Tra queste anche ex consigliere comunale di reggio Calabria.

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Carabinieri, Dia e Guardia di finanza hanno sequestrato beni per un valore complessivo di 122 milioni di euro nell'ambito dell'operazione contro la 'ndrangheta fatta la scorsa notte a Reggio Calabria. Il sequestro preventivo riguarda, in particolare, l'intero complesso aziendale ed il patrimonio di 15 imprese e di cinque trust, oltre a numerosi immobili.

 Le operazioni relative agli arresti ed al sequestro di beni sono state denominate, rispettivamente, 'Sistema' e 'Assenzio'.

C'é anche un ex consigliere comunale di Reggio Calabria, Domenico Giovanni Suraci, di 44 anni, detto Dominique, tra le sei persone arrestate dai carabinieri nell'ambito dell'operazione disposta dalla Dda contro alcuni affiliati alla cosca De Stefano-Tegano della 'ndrangheta. Suraci era stato eletto con la lista Alleanza per Scopelliti collegata al candidato sindaco, poi eletto, Giuseppe Scopelliti, attuale presidente della Regione Calabria.

Suraci, secondo l'accusa, avrebbe ottenuto l'appoggio elettorale delle cosche De Stefano e Tegano nelle elezioni comunali del 2007. Dalle indagini è emersa, inoltre, l'infiltrazione delle cosche nell'attività politica cittadina. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, concorso in associazione di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni e corruzione elettorale, aggravati dall'avere favorito un sodalizio mafioso. E' stata documentata l'infiltrazione pervasiva delle cosche nel settore della grande distribuzione alimentare, dell' intermediazione del credito e dell'imprenditoria edile, attraverso la complicità di personaggi ben inseriti nel contesto socio economico della città che hanno fatto da prestanome alle cosche. E' stata fatta luce, inoltre, su un sistema di fallimenti e conseguenti acquisizione di punti vendita alimentari da parte di soggetti che hanno privilegiato, durante le procedure concorsuali, i fornitori legati alla 'ndrangheta. (ANSA).

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