Carabinieri R. Calabria

Arresti per un agguato del 2008

I Militari hanno arrestato 3 persone legate alla 'ndrangheta. Una quarta, sfuggita alla cattura, è accusata dell'omicidio di Rocco Frisina, compiuto nel gennaio del 2008 a Delianuova. Gli altri tre rispondono di detenzione illegale di armi. Il delitto, secondo gli investigatori, fu compiuto nell'indifferenza di molte persone presenti all'agguato.

Arresti per un agguato del 2008

E' riuscito a sfuggire all'arresto, Angelo Macrì, di 37 anni, accusato dell'omicidio di Rocco Frisina avvenuto nel gennaio del 2008 a Delianuova (Reggio Calabria). Nei confronti di Macrì è stata emessa ordinanza di custodia cautelare che invece ha portato inoltre all'arresto di Elio Giordano, di 38 anni, il nipote Raffaele Giordano, 25 anni, e Francesco Alampi, 75 anni, questi ultimi accusati di detenzione illegale di armi. Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Reggio Calabria ha accolto la richiesta del procuratore aggiunto della Dda, Michele Prestipino, e del sostituto Giovanni Musarò. Le indagini compiute dai carabinieri hanno consentito di ricostruire il contesto, la dinamica e la causale dell'omicidio e di identificare gli autori. Gli investigatori hanno accertato che Rocco Frisina era legato alla cosca della 'ndrangheta degli Italiano. Nel periodo dell'omicidio erano nati dei dissapori per una somma di denaro di 20 mila euro che la famiglia di Angelo Macrì pretendeva dagli Italiano per alcuni lavori realizzati sul territorio di Delianuova. In particolare dalle indagini dei carabinieri era emerso che i Macrì pretendevano dagli Italiano una quota delle tangenti che questi avevano percepito da una ditta che aveva eseguito dei lavori. Nell'ambito di questa vicenda Frisina era intervenuto in difesa della cosca Italiano ed aveva avuto un violento litigio proprio con Angelo Macrì. Durante le indagini sull'omicidio i carabinieri hanno compiuto una serie di intercettazioni dalle quali è emerso che Elio Giordano, cognato di Frisina, aveva la disponibilità di numerose armi insieme al nipote Giordano Raffaele ed a Francesco Alampi. Nelle telefonate, infatti, i tre parlavano utilizzando delle parole in codice per indicare il tipo di arma a cui facevano riferimento.(ANSA).

 

 

 

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