Reggio Calabria

'Ndrangheta: morto imprenditore, sospettato di minacce a pm

Ritenuto legato ai boss più potenti, gli sequestrarono 142 mln beni

«Ulteriori elementi d’accusa» Sigilli-bis per i beni di Siclari

E' morto a Reggio Calabria l'imprenditore edile Pietro Siclari, ritenuto dai magistrati della Dda di Reggio Calabria e dagli investigatori l'imprenditore di riferimento dei boss della 'ndrangheta di Reggio Calabria. Nel febbraio dello scorso anno gli furono sequestrati beni per 142 milioni di euro.
La morte di Siclari - di cui parla il Corriere della Calabria - è avvenuta per cause naturali alcuni giorni fa ed è stata confermata in ambienti investigativi.


Attivo nei settori edilizio, immobiliare ed alberghiero, Siclari fu arrestato nel novembre del 2010 e successivamente condannato ad otto anni di reclusione. Al momento era libero.


L'imprenditore era sospettato anche di essere l'autore di intimidazioni e minacce compiute ai danni dell'attuale procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, titolare delle inchieste più delicate sui rapporti tra 'ndrangheta, politica e massoneria a Reggio Calabria. Gli stessi ambienti con i quali sarebbe stato in rapporto Siclari.

Per l'accusa, infatti, l'imprenditore sarebbe stato legato con le cosche più influenti e potenti non solo di Reggio ma di tutta la galassia 'ndranghetista quali quelle De Stefano, Libri e Condello.

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