LOCRI

Omicidio Ienco, chiesti 30 anni per la moglie

Per l’accusa fu delitto passionale, commesso assieme ad Agostino Micelotta

Omicidio Ienco,  chiesti 30 anni per la moglie

Si è conclusa con la richiesta alla pena complessiva a 30 anni di reclusione la requisitoria del pubblico ministero Vincenzo Toscano nel processo di primo grado a carico di Sabrina Marziano, 31 anni, la quale deve rispondere dell’accusa di concorso nell’omicidio del marito, Ernesto Cosimo Ienco, ucciso la notte del 25 ottobre del 2015 nella sua abitazione a Riace.

Nell’argomentato intervento conclusivo il sostituto procuratore della Procura di Locri ha ritenuto che all’esito dell’istruttoria dibattimentale sia stata provata oltre ogni ragionevole dubbio la responsabilità penale dell’imputata, invitando la Corte di Assise di Locri a valutare globalmente e in maniera unitaria gli elementi di prova emersi, in assenza di ipotesi alternative.

Quello dell’allora 31enne Ienco sarebbe stato, secondo la prospettazione accusatoria, un delitto passionale, che sarebbe stato commesso dall’imputata insieme ad Agostino Micelotta, quest’ultimo in primo grado condannato a 16 anni dal gup di Locri in abbreviato, mentre l’appello si sta celebrando a Reggio Calabria.

Nel corso della discussione il pm Toscano ha ripercorso gli esiti investigativi dei carabinieri, in particolare, di quelli della Compagnia di Roccella Ionica e della stazione di Riace, coadiuvati dagli agenti del reparto scientifico dei carabinieri di Reggio Calabria. Secondo l’accusa, l’omicidio è stato commesso mentre la vittima era appena rientrato a casa da un matrimonio, con lo sparatore che si trovava all’interno dell’abitazione.

Tra i dati indiziari sui quali di è fondata la richiesta di condanna il pm ha richiamato il contenuto di una serie di intercettazioni e, in maniera specifica, evidenziando il contenuto di una serie di messaggi estratti da una delle più usate applicazioni per cellulari.

La Corte d’assise di Locri, (Amelia Monteleone presidente, Gabriella Logozzo giudice togato), ha rinviato il processo al 16 maggio per le conclusioni degli avvocati Alfredo Arcorace, Angela Gaetano, Giuseppe Di Salvo e Angelica Commisso, per le parti civili. Prevista una successiva udienza riservata agli avvocati Nunzio Raimondi e Salvatore Staiano, che assistono l’imputata coadiuvati dagli avvocati Giuseppe Spadaro e Manuela Costa.

Inoltre, i giudici hanno indicato un’ulteriore data per eventuali repliche e per ritirarsi in camera di consiglio per la decisione che dovrebbe giungere a fine mese.

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