Omicidio di 'ndrangheta

Reggio, ucciso come un boss davanti casa

In azione due sicari che hanno sorpreso Giuseppe Chindemi mentre rientrava a casa colpendolo alle spalle

Reggio, ucciso come un boss davanti casa

Reggio Calabria

Si spara nuovamente a Reggio, si uccide ancora una volta a Gallico. È un agguato eccellente, in pieno stile di ’ndrangheta per dinamica di esecuzione e profilo criminale della vittima, quello consumato ieri sera in via Anita Garibaldi, nella popolosa frazione della periferia nord della città dello Stretto. La vittima è Pasquale Chindemi, 53 anni, che per i Carabinieri di Reggio che stanno indagando «è un condelliano, militante del clan Araniti». Uno che avrebbe operato da sempre, e senza tentennamenti, al fianco di Pasquale Condello, il boss di Archi meglio conosciuto come “Il Supremo”, a tal punto che nel 2007 fu coinvolto nell’indagine “Bless”, la maxi retata con cui la Procura distrettuale antimafia di Reggio mise in ginocchio capi e gregari delle famiglie “condelliane” che avevano sfidato il cartello “destefaniano” scrivendo una delle più cruenti pagine della seconda guerra di ’ndrangheta, gli anni bui (1985-1991) che hanno sprofondato Reggio nel terrore con centinaia di morti ammazzati per la supremazia criminale su quel territorio che dopo l’operazione “Crimine” sarà ribattezzato il mandamento “centro”.

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