Reggio Calabria

Condannata la gang del pizzo

Mano pesante del Gip sulla cosca che impose la tangente per i lavori del Museo. A Giovanni De Stefano “il principe” inflitti 18 anni di reclusione

Condannata la gang del pizzo

Tribunale Reggio Calabria

Si è abbattuta pesante come un macigno la mano del Gup di Reggio nei confronti dei “destefaniani” che imponevano il “pizzo” agli imprenditori e agli esercenti che operavano sul Corso Garibaldi, la gang delle estorsioni che operava agli ordini di Giovanni De Stefano meglio noto come il “principe”, uno dei rampolli dell’ultima generazione della storica, e potentissima, dinastia di ’ndrangheta con roccaforte nel quartiere Archi.

La pena maggiore è stata inflitta proprio nei suoi confronti: 18 anni di galera per aver diretto il gruppo criminale, secondo la tesi accusatoria sostenuta dalla Procura distrettuale antimafia, che avrebbe imposto la tangente anche all’impresa che stava effettuando i lavori di ristrutturazione del Museo nazionale della Magna Grecia.

Condannati anche altri due fedelissimi della ’ndrina De Stefano: 16 anni di reclusione per Demetrio Sonzogno e 13 anni e 4 mesi di reclusione per Vincenzino Zappia; e 2 anni e 8 mesi a Fabio Salvatore Arecchi. Il Gup reggino ha inoltre disposto l’assoluzione di Arturo Assumma, Francesco Votano e Vincenzo Morabito.

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