REGGIO CALABRIA

Estorsioni e favori ai latitanti, chiusa l'indagine "Sansone"

Tra i reati ipotizzati la protezione al boss “Micu u pacciu” e le tangenti imposte negli appalti a Villa San Giovanni

Estorsioni e favori ai latitanti, chiusa l'indagine "Sansone"

I “Condello” di Reggio, gli “Zito-Bertuca” ed “Imerti-Buda” di Villa San Giovanni. Famiglie di ’ndrangheta che contano, anche tanto, nel mandamento di “Reggio città”. Alle 55 persone coinvolte nell’indagine “Sansone” (le due parallele retate della Procura distrettuale antimafia di Reggio e dell'Arma dei Carabinieri con cui nel breve volgere di una settimana nel mese di novembre dello scorso anno è stato inferto un duro colpo alle organizzazioni mafiose dell'asse Archi-Gallico-Villa San Giovanni) proprio in questi giorni è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Il provvedimento, che di fatto anticipa la richiesta di rinvio a giudizio e la fissazione dell’udienza preliminare, porta la firma del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo e del sostituito Walter Ignazitto.

Associazione mafiosa, ma anche, con diversi profili di responsabilità (alcuni indagati rispondono a piede libero) tra i reati contestati l’estorsione, detenzione illegale di munizioni ed armi (anche da guerra), procurata inosservanza di pena e favoreggiamento personale, minaccia e danneggiamento, con l’aggravante delle finalità di agevolare l’attività della criminalità organizzata.

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