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"Un filo legava Volpiano, Buccinasco e Platì"

È uno dei passaggi del verbale di interrogatorio reso il 13 gennaio scorso dal collaboratore di giustizia Domenico Agresta al pm Antonio De Bernardo, della Dda reggina, depositate dal pg Adriana Fimiani all’udienza di mercoledì scorso del processo d’appello “Saggezza”

"Un filo legava Volpiano, Buccinasco e Platì"

“In carcere le locali di Volpiano, Buccinasco e Platì si potevano considerare un’unica realtà criminale, e io, come gli altri affiliati, in carcere oltre alle doti successive, ricevevo anche informazioni provenienti dall’esterno o da altri detenuti e relative alle dinamiche criminali di questi sodalizi mafiosi”. È uno dei passaggi del verbale di interrogatorio reso il 13 gennaio scorso dal collaboratore di giustizia Domenico Agresta al pm Antonio De Bernardo, della Dda reggina, depositate dal pg Adriana Fimiani all’udienza di mercoledì scorso del processo d’appello “Saggezza”. Nel verbale sintetico, Agresta, ha riferito quale persona indagata in procedimento connesso: “C’è uno strettissimo rapporto tra la locale di Volpiano e il Crimine calabrese in generale e con la locale di Platì in particolare. I responsabili della locale di Platì venivano costantemente informati delle vicende relative alla locale di Volpiano. Questo succedeva anche all’inverso”. “Inoltre queste informazioni – si legge subito dopo – venivano veicolate anche ai personaggi delle due locali che si trovavano in carcere, cosa che avveniva tramite colloqui (anche per i soggetti al 41bis). Anzi devo dire che spesso i soggetti che realmente comandavano su queste realtà criminali erano detenuti in carcere”. Agresta prosegue, per come riportato nel verbale sintetico, aggiungendo: “La locale di Platì, tuttavia, ha stretti rapporti con le locali di San Luca e Africo, che sono sullo stesso livello, sul piano del prestigio e dell’influenza criminale nella Provincia, di Platì; ma la locale di Platì ha stretti rapporti anche con le locali vicine di Ciminà e Natile, che hanno meno importanza delle altre citate, ma che sono molto legate a Platì”. La Procura ha chiesto la riapertura dell’istruttoria dibattimentale per sentire il collaboratore e per procedere a delle trascrizioni. La Corte d’appello ha rinviato il processo al 29 maggio per gli interventi del collegio difensivo. (r.m.)

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