L'episodio di Bocale

Mons. Morosini: l'intimidazione al parroco è pura vigliaccheria

Mons. Morosini:  l'intimidazione al parroco è pura vigliaccheria

Un durissimo monito contro un gesto che “appartiene a quella mafiosità di comportamento, che è pura vigliaccheria” e al tempo stesso un'attestazione di vicinanza e solidarietà a don Giuseppe Cosa, parroco di Bocale, l'auto del quale è stata data alle fiamme una settimana fa.
L’arcivescovo di Reggio-Bova monsignor Giuseppe Fiorini Morosini aveva scelto di non parlare a caldo dopo l'intimidazione al parroco.
Lo ha fatto adesso con un messaggio letto in tutte le messe in tutte le chiese.
“Non c’è bisogno che si stigmatizzi ulteriormente quanto accaduto a Bocale” ha scritto tra l'altro il Pastore della Chiesa reggina esortando i fedeli a collaborare “in nome della propria fede, che deve essere purificata da tante incrostazioni, che sono il terreno fertile sul quale annida quell’espressione della mafiosità locale legata alle feste religiose”.
Monsignor Fiorini Morosini ha ricordato ancora che “la Chiesa sta sollecitando tutti ad uscire fuori da schemi e forme di presunta religiosità che, purtroppo, qualche volta includono anche gesti violenti e intimidatori di fronte ai cambiamenti che la Chiesa sta chiedendo, soprattutto nell’esercizio della pietà popolare, riguardo a comitati feste, processioni, portatori della statue, soste non previste, balli vari, raccolte non autorizzate di soldi e spese esagerate e inutili.
“Mi auguro che il vile attentato a don Giuseppe Cosa – ha concluso l'arcivescovo di Reggio Calabria-Bova - possa far aprire gli occhi e il cuore di tutti, per convincersi, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che dalla parte della criminalità organizzata non c’è vera fede religiosa, nonostante tutto quello che possa pensare chi, malauguratamente, faccia parte di essa. Dio non sta dalla parte di chi usa violenza e semina terrore e morte. Il nostro Dio è il Dio della vita e dell’amore e non della morte e della violenza”.

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