Reggio Calabria

“Leonia”, i conti non tornano
Esposto del Comune in Procura

Palazzo San Giorgio ritiene illegittimi i pagamenti. Oggi in Tribunale l’udienza sull’esecuzione del decreto ingiuntivo

Leonia-Comune ai ferri corti, salta l’accordo

Una denuncia penale depositata in Procura. Sulla partita Leonia il Comune adotta la linea della fermezza. Oggi la vicenda torna in Tribunale, si aspetta la decisione sull’esecuzione del decreto ingiuntivo con cui la società in liquidazione batte cassa per i pagamenti. Ma per Palazzo San Giorgio quei pagamenti sono illegittimi. Una tesi che l’amministrazione comunale ha avanzato fin dal mese di febbraio, facendo opposizione e contestando una serie di elementi secondo cui parte delle richieste non sarebbero supportate in termini contrattuali da nessuna clausola. Convinzione dicono gli amministratori di Palazzo San Giorgio che si è radicata alla luce di quanto emerso dalle inchieste “Mammasantissima”. Così proprio in virtù «del “modello Leonia” che è venuto fuori abbiamo approfondito la vicenda. Una perizia di parte conferma quanto sosteniamo da tempo. Quei pagamenti chiesti al Comune sono illegittimi». Argomentano gli amministratori: «Il bando del 2004 dopo l’aggiudicazione provvisoria per 9 milioni di euro, è arrivato all’aggiudicazione definitiva solo dopo 3 anni. E per un importo di circa 15 milioni aumentato del 53%. Senza nessuna giustificazione contrattuale che sostenga un tale incremento. Anche facendo riferimento alle clausole che prevedono gli aumenti dei costi si potrebbe arrivare a 10,7 milioni non a 15».

Insomma secondo gli amministratori di Palazzo San Giorgio «si tratta di una truffa». Una teoria che è stata argomentata nell’esposto depositato in Procura. Certo è che in questo momento i rapporti tra la società mista sciolta per infiltrazioni ma poi riabilitata dalla Prefettura, e Palazzo San Giorgio sono tesi. Mentre il Tribunale delle imprese di Catanzaro si è riservato di decidere nel merito, oggi si torna in aula per definire l’assegnazione delle somme del titolo provvisoriamente esecutivo. E questo è uno degli elementi che alimenta la perplessità degli amministratori: «E se nel merito poi il Tribunale di Catanzaro dovesse non riconoscere i pignoramenti? Come farebbe il Comune a recuperare le risorse da una società in liquidazione?».

Attorno a questi elementi nascono i dubbi della classe dirigente che guida in questo momento Palazzo San Giorgio. Una vicenda che continua a diventare strategica, i pagamenti alla società in liquidazione potrebbero ipotecare la tenuta dei conti di Palazzo San Giorgio, quando sembrava che la luce in fondo al tunnel cominciasse di nuovo a intravedersi, tra la rinegoziazione del piano di rientro e i fondi per il Sud, tornano ad aleggiare sul Comune gli spettri del dissesto.

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