Gioia Tauro

Operaio muore precipitando dal tetto sul quale lavorava

In un capannone dell’area industriale

Operaio muore precipitando dal tetto sul quale lavorava

Gioia Tauro

Potrebbe essere stato un improvviso malore o un movimento maldestro la causa della morte dell’operaio Francesco Barca, 51 anni, di Rizziconi, l’altro ieri nella seconda area industriale di Gioia Tauro.

Barca ha fatto un volo di oltre dieci metri finendo pesantemente a terra dalla sommità del tetto di un ex capannone dell’azienda “CoMeCa”, che opera nel settore edile, sul quale si era recato per controllare lo stato di tenuta delle lamiere della copertura e per verificare se qualcuna dovesse essere sostituita.

La morte, come ha confermato l’autopsia disposta dalla Procura della Repubblica di Palmi e già eseguita all’ospedale di Polistena, è stata quasi istantanea e provocata dal forte impatto dopo la caduta a causa di gravissime lesioni interne.

Barca, sposato, era padre di cinque figli. I funerali si svolgeranno a Rizziconi nel pomeriggio di oggi.

E ieri la Fillea-Cgil di Gioia Tauro, a firma del responsabile della segreteria comprensoriale Gigi Veraldi, ha diramato una lunga nota con la quale esprimendo solidarietà e vicinanza alla famiglia, sottolinea tra l’altro: «La morte nei cantieri edili non è mai una tragica fatalità, ma è mancato rispetto delle regole e sfruttamento di chi ha bisogno di sopravvivere. Barca, operaio edile di Rizziconi, padre di cinque figli, figlio di un territorio devastato dalla disoccupazione, non ce l’ha fatta. Aveva perso il lavoro regolare diversi anni fa e da allora era rimasto nel limbo del lavoro nero – la denunzia della Fillea – lavoro che bisogna accettare per sostenere la famiglia. Queste sono le storture della legge Fornero e del Jobs Act, perché chi perde il lavoro ad una certa età deve arrangiarsi con lavori occasionali e precari e soprattutto poco sicuri. Ma la vita umana e la dignità delle persone sono “valori” che non hanno prezzo e che vengono prima di qualsiasi altra logica».

«La morte di Francesco Barca – va avanti la nota – chiama in causa non solo il sindacato ma anche tutti i soggetti che svolgono un ruolo sul tema della salute e della sicurezza. Occorre che le istituzioni e tutti i soggetti che hanno delle responsabilità su questo tema lavorino in sinergia per fare rispettare le norme non sempre applicate nei luoghi di lavoro e per costruire una cultura nuova sul tema della sicurezza».

La tragica morte di Barca – le indagini sul caso sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro – ha destato profonda sensazione a Rizziconi dove l’operaio era molto conosciuto.

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