Reggio Calabria

La solidarietà di Tegano a Klaus Davi

Il massmediologo ha ricevuto minacce di morte dopo la querelle con il nipote del boss

La solidarietà di Tegano a Klaus Davi

Klaus Davi

Prosegue, anche se in questa occasione con toni più distesi, il botta e risposta a distanza tra il massmediologo e volto noto della tv nazionale Klaus Davi e il giovane reggino Giovanni Tegano (classe 1996), nipote dell’omonimo storico boss della ’ndrangheta di Reggio.

Il massmediologo Klaus Davi era stato sommerso da attacchi e minacce di morte dopo che aveva rivolto un appello al 20enne reggino per esortarlo a prendere le distanze dagli attacchi postati sul suo profilo Facebook contro collaboratori di giustizia e poliziotti: adesso è stato lo stesso Giovanni Tegano ad inviare - tramite il legale di fiducia, Pasquale Reitano - una lettera alla stampa locale nella quale esprime solidarietà per gli attacchi e le minacce di morte subite.

Nella missiva il legale di Giovanni Tegano precisa che il suo assistito «prende debite e ferme distanze dalle minacce rivolte a Klaus Davi nei giorni scorsi esprimendo piena solidarietà al giornalista» ed allo stesso tempo si è anche riservato azioni legali nei riguardi dello stesso Davi per aver dato vita a una «campagna di stampa diffamatoria e selvaggia fondata su congetture a dir poco fantasiose e destituite di ogni fondamento» finendo con il «turbare la tranquillità del Tegano».

Nella lettera il legale, dopo aver ricordato a tutti che nonostante «il soggetto porti quel nome così pesante e sia il nipote dell'anziano “boss” Giovanni Tegano non solo non ha riportato alcuna condanna ed è un soggetto incensurato, ma non è mai stato coinvolto in nessuna indagine di mafia e di criminalità organizzata» pone al massmediologo una precisa domanda: «Perché Davi ha mandato la sua lettera ai giornali anziché direttamente e privatamente a Giovanni Tegano?».

Pronta la controreplica di Klaus Davi: «Mai detto che Giovanni appartenga alla 'ndrangheta. Ma prende o no le distanze dagli attacchi a pentiti e poliziotti che ha postato sul suo profilo facebook nella parte pubblica e accessibile a tutti? Sono comunque pronto ad incontrarlo».

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