Reggio Calabria

“La matita rossa e blu” disegna una speranza per il Sud

A Reggio il Premio Fondazione Falcomatà assegnato a Mimmo Gangemi, Alessandro Barbano, Lino Morgante, Paride Leporace e Conchita Sannino

“La matita rossa e blu” disegna una speranza per il Sud

Il Sud, con le sue anime contraddittorie e con le molteplici potenzialità inespresse, ha fatto da sfondo all’VIII edizione del Premio giornalistico nazionale “La matita rossa e blu”, promosso dalla Fondazione Falcomatà. Proprio questo Sud – che a dispetto delle criticità ha in sè i germi del riscatto – è stato disegnato nel corso della conversazione tra i premiati e il vicedirettore de “La Repubblica” Giuseppe Smorto. Un Sud al centro delle sfide personali e professionali di coloro che la Fondazione, guidata da Rosetta Neto Falcomatà, ha inteso premiare, rinnovando lo spirito del sindaco della “Primavera reggina”: Lino Morgante, direttore editoriale della “Gazzetta del Sud”, Alessandro Barbano direttore de “Il Mattino” (premio ritirato da Pietro Treccagnoli), Mimmo Gangemi, scrittore editorialista de “La Stampa”, Paride Leporace direttore della “Lucana Film Commission”, e Conchita Sannino inviata de “La Repubblica". I premiati, è stato detto, scrivono il loro nome in questa edizione “per lo straordinario talento e la ineccepibile professionalità, ma lasciano anche al folto pubblico, con le loro testimonianze, l’idea che la risalita del nostro Sud, per quanto difficile, è possibile”.

Tante storie e aneddoti nel corso del dibattito. C’è la Napoli “delle tante cose” che può offrire una prospettiva di rilancio, sottolineano Treccagnoli e Sannino, richiamando, quest’ultima, «lo straordinario coinvolgimento popolare per la recente sfilata di Dolce e Gabbana per ricordare il valore artistico di San Gregorio Armeno», e anche un pezzo di Calabria triste «per la mano criminale che uccide vittime innocenti, come i piccoli Dodò e Fabiana, ma non annienta lo spirito sano delle famiglie che l’hanno subita».

C'è il cappio della ’ndrangheta nel “Giudice meschino” di Gangemi che parla «di impatto difficile da assorbire nel passaggio dal libro alla fiction», ma anche la possibilità, secondo Leporace, di nuove prospettive, riorganizzando la filiera della Film Commission su base industriale. E c'è il messaggio finale di speranza di Lino Morgante: «Il Sud ha colpe antiche e recenti, soffre certo il pregiudizio generale, è prigioniero della criminalità ma ha tante carte da giocare per risorgere. Occorre grande impegno perché il Nord del Sud, ovvero Sicilia e Calabria, diventino la testa di ponte tra il ricco Nord Africa e l’Europa».

Si è conclusa così, al “Circolo del bridge”, la serata condotta da Emanuela Martino, aperta dal saluto del presidente del sodalizio Massimo Murolo e di Patrizia Carrozza dell'ufficio cerimoniale del ministro Giannini. Tra gli altri momenti, la consegna di targhe ai genitori di Enrico Giglio, del “Fermi Monticello” di Brindisi, al ministro Giannini (rappresentata da Patrizia Carrozza), a Enza Cuzzola direttore del Coro del De Amicis-Bolani e al preside dello stesso istituto Giuseppe Romeo.

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