Tribunale Milano

Politica e 'ndrine, teste l'assessore regionale Fedele

Il politico del Pdl ascoltato al tribunale di Milano nel processo che vede tra gli imputati l'ex consigliere regionale Morelli e il giudice Giglio

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Militavano nello stesso partito e godevano di ottimi rapporti politici, e personali, Luigi Fedele e Franco Morelli. Entrambi nel Pdl calabrese, il primo è attuale assessore ai Trasporti della giunta regionale, mentre il secondo, ex consigliere regionale, è finito in manette nell’inchiesta della Procura antimafia di Milano che ha colpito un presunto gruppo di ’ndrangheta che godeva di rapporti privilegiati con politici, magistrati e colletti bianchi sull’asse Reggio Calabria-Lombardia.
Proprio nel processo che si sta celebrando nel Tribunale di Milano, ieri è sfilato sul banco dei testimoni, citato dal pm di Milano, Paolo Storari, l’assessore Luigi Fedele. Una posizione delicata la sua, anche perchè, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe affiancato Franco Morelli nel progetto a favore della dottoressa Alessandra Sarlo per essere trasferita dalla Provincia di Reggio Calabria alla guida dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia dopo aver tentato di accedere ai vertici dirigenziali della Regione Calabria. Uno «scambio di cortesie» che è costato l’arresto al giudice Vincenzo Giglio, ex presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio e marito della dottoressa Alessandra Sarlo, e allo stesso Franco Morelli.
Luigi Fedele ha confermato di conoscere il giudice Vincenzo Giglio «e di essere stato ospite nell’abitazione a Reggio Calabria del magistrato» offrendo un impegno disinteressato nell’affidamento del prestigioso incarico manageriale alla dottoressa Sarlo. In uno degli incontri aveva partecipato anche Franco Morelli e il medico Vincenzo Giglio, cugino del giudice arrestato e coimputato in questo procedimento.
Rispondendo alle domande del pm Storari, e degli avvocati Giacomo Iaria (difensore del medico Vincenzo Giglio) e Giuseppe Nardo (difensore dei fratelli Giulio e Francesco Lampada), Luigi Fedele ha ribadito che «senza alcuno scambio, nè tantomeno accordo preventivo», ottenne il sostegno elettorale personale del giudice Giglio e della moglie, la dottoressa Sarlo nelle elezioni regionali del 2010 «grazie al personale rapporto di amicizia con la madre della dottoressa Sarlo e suocera del giudice Giglio».

 

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