ROMA

Omicidio Femia, tre ergastoli

Il boss ritenuto dagli inquirenti legato alle cosche calabresi di San Luca, ma da decenni trapiantato nella capitale, fu trovato morto il 24 gennaio 2013, ucciso con numerosi colpi di pistola mentre era dentro l'auto della moglie.

Omicidio Femia, tre ergastoli

Condanna all'ergastolo per i tre componenti della 'cellula' 'ndranghetista che nel gennaio 2003, in località Castel di Leva, secondo l'accusa uccisero il boss calabrese Vincenzo Femia, ritenuto personaggio di primo piano nella malavita della Capitale, con diversi precedenti tra cui associazione mafiosa e appartenenza alla cosca di San Luca conosciuta per la strage di Duisburg nel 2007. Massimiliano Sestito, Antonio Piazzata e Francesco Piazzata sono stati condannati al carcere a vita dalla III Corte d'assise di Roma. Vincenzo Femia, ritenuto dagli inquirenti legato alle cosche calabresi di San Luca, ma da decenni trapiantato nella capitale, fu trovato morto il 24 gennaio 2013, ucciso con numerosi colpi di pistola mentre era dentro l'auto della moglie. Lo spessore criminale della vittima e le modalità dell'omicidio indussero gli investigatori a ricondurre il delitto a un contesto di tipo mafioso. Tutto rimase però oscuro fino a quando Gianni Cretarola, diventato collaboratore di giustizia, con le sue dichiarazioni fece luce sul fatto delittuoso. Confessò di far parte di una cellula 'ndranghetista, e disse che il reale movente dell'omicidio era da ricollegare a contrasti insorti nella spartizione del mercato della droga nella capitale (160 chili di cocaina colombiana trasportati a Roma dalla Spagna nell'agosto 2012). Il compito del collaboratore (che, oltre a descrivere le modalità dell'azione, indicò i partecipanti e addirittura il numero dei colpi esplosi) era stato quello di accompagnare Femia al posto individuato per l'agguato. Cretarola fu giudicato separatamente col rito abbreviato e, col riconoscimento dell'attenuante della collaborazione, fu condannato a 12 anni di reclusione; in appello gli furono riconosciute le attenuanti generiche con riduzione della condanna a 10 anni di carcere. Oggi, il processo ai tre complici indicati come partecipi dell'agguato ha registrato la sua sentenza di primo grado con i tre ergastoli inflitti a Sestito e ai due Piazzata.

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