Reggio Calabria

Prostituzione, sette persone alla sbarra

Operazione dei carabinieri di Reggio Calabria: 12 le misure cautelari eseguite

Carabinieri

Sette persone sono state arrestate, di cui 2 in carcere e 5 ai domiciliari, ed altre cinque sono state sottoposte all'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria nel corso di una operazione dei Carabinieri a Reggio Calabria contro lo sfruttamento della prostituzione. I militari hanno anche sequestrato l'abitazione dove veniva esercitata l'attività di prostituzione. Agli arrestati è stata notificata una ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari che ha accolto la richiesta della Procura. Le 12 persone coinvolte sono accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e violazione della legge Merlin. Le indagini hanno avuto inizio dopo un controllo in un circolo privato, pubblicizzato da un omonimo sito internet. Dalle indagini è emerso che nel circolo si prostituivano 11 donne di età compresa tra i 20 ed i 50 anni. Nel circolo venivano anche organizzate feste di addio al celibato con la presenza delle prostitute. 

Feste private due volte a settimane pubblicizzate tramite sms, servizio a domicilio e prestazioni sessuali di ogni tipo. Sono queste alcune delle 'attività' offerte dai gestori della casa di appuntamento scoperta dai carabinieri di Reggio Calabria nell'ambito di una inchiesta che ha portato all'arresto di 7 persone ed altre 5 sottoposte all'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria. Per il reato di sfruttamento della prostituzione sono finiti in carcere Francesco Alati, di 55 anni, e la moglie Gregoria Liberata Logoteta (51). Sono stati posti agli arresti domiciliari Francesco Armandini (55), Marco Toscano (23), Paolo Lombardo (62), Paola Barreca (55) e Simona Paviglianiti (39). Secondo gli investigatori il ruolo principale era quello di Alati il quale, in qualità di fondatore del circolo privato, si occupava di organizzare e dirigere la casa di appuntamento, prendere i contatti con i clienti per le serate a domicilio, reclutare prostitute ed accertarsi che le stesse non avessero rapporti affettivi con i clienti. L'uomo, in collaborazione con la moglie, si preoccupava anche di garantire la sicurezza personale delle ragazze. Le altre persone arrestate e poste ai domiciliari si occupavano della gestione delle ragazze e di accompagnare i clienti che non riuscivano a trovare la strada della casa di appuntamento. Le serate organizzate da Alati e pubblicizzate alla clientela via sms, si svolgevano due volte a settimana dalle 22.00 in poi. Inoltre, era possibile prenotare delle prestazioni sessuali a pagamento su appuntamento anche in orario diurno durante l'arco settimanale. (ANSA)

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