Polistena

In ambulanza a Locri per una Tac!

L’apparecchiatura in servizio a Polistena ha il lettino rotto e quella di Palmi, guasta da 8 mesi, non si può riparare. L’appello del Sulpi: «Una delle due che l’Asp sta acquistando vada dove serve come il pane»

In ambulanza a Locri per una Tac!

«La Tac dell’ospedale Spoke di Polistena non ne può più, ha 9 anni di vita ed ha lavorato per oltre 50.000 pazienti. Il lettino si è rotto e l’altra Tac, ubicata all’ex ospedale di Palmi, rotta da 8 mesi, non si può riparare. Pertanto, tutti i pazienti da sottoporre a questo tipo d’indagine di diagnostica strumentale, vengono trasferiti in ambulanza all’ospedale di Locri».

A denunciarlo è Giuseppe Gentile, segretario generale del Sulpi (Sindacato unitario lavoratori pubblico impiego), che lancia l’allarme: «Le ambulanze dovranno fare la spola per l’intera area tirrenica e contestualmente garantire l’Emergenza urgenza medica territoriale, una vera sanità inventiva fin quando non ci scappa il morto».

Gentile ricorda che l’Asp di Reggio Calabria, con i vecchi direttori e commissari, aveva programmato l’acquisto di due Tac di nuova generazione, una per l’ospedale di Gioia Tauro e l’altra per la Casa della Salute di Scilla; ben presto, secondo il segretario del Sulpi, ci sarà l’assegnazione di una a Scilla, dove non ci sono ricoveri, ed una all’ospedale di Gioia Tauro.

«L’ospedale di riferimento dell’intera area tirrenica e non solo, con i reparti di Ortopedia, Chirurgia, Ostetricia-Ginecologia, Pediatria, Rianimazione, Pronto Soccorso con oltre 35.000 accessi all’anno, Cardiologia/Utic, Laboratorio analisi h24, Centro trasfusionale – sottolinea Gentile – dovrà accontentarsi di una Tac vecchia ed usurata che puntualmente interrompe le prestazioni».

Il segretario generale del Sulpi conclude il suo intervento con un appello: «I buoni padri di famiglia che gestiscono l’Asp di Reggio Calabria dovrebbero ripensare l’assegnazione di almeno una delle due Tac messe in gara e destinarla dove serve veramente come il pane. Siamo sicuri che l’obbiettivo sarà quello di garantire la continuità assistenziale all’ammalato critico, un principio fondamentale di diritto alla salute sicuramente sposato da tutti i capi Dipartimento e dalla Commissione straordinaria, perché è questo che chiede l’intera cittadinanza dell’area tirrenica».

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