Anno Giudiziario

Reggio, confische e sequestri per 800 mln

A dirlo è stata la presidente facente funzioni della Corte d'appello di Reggio Calabria Fiorenza Freni.

Reggio, confische e sequestri per 800 mln

Una giustizia sempre meno considerata come riferimento dagli italiani. É l'amara considerazione della presidente facente funzioni della Corte d'appello di Reggio Calabria Fiorenza Freni, che ha aperto il nuovo anno giudiziario visto che il nuovo presidente, Luciano Gerardis, è stato nominato dal Csm solo alcuni giorni fa. "Il fascicolo - ha sottolineato Fiorenza Freni - non può essere considerato qualcosa da definire al più presto per fini statistici, ma in esso è racchiusa la domanda di giustizia di un nostro simile che lamenta la violazione di un diritto, ovvero di una comunità che vuole e che ha diritto di vivere e lavorare con dignità, al riparo da violenze e soprusi, nel proprio territorio. Spetta a ciascuno di noi, come ha ricordato il Capo dello Stato, testimoniare le doti che i cittadini si aspettano di trovare: professionalità, dedizione, credibilità, autorevolezza, senso di responsabilità". Fiorenza Freni, inoltre, ha auspicato che le "recenti innovazioni introdotte generino comportamenti virtuosi ed un radicale mutamento di mentalità nella gestione della res litigiosa, grazie all'attività dell'Avvocatura chiamata a svolgere un ruolo di protagonista del complessivo miglioramento del sistema". Sul versante della giustizia penale, Fiorenza Freni ha detto che "non sono stati raggiunti risultati apprezzabili in termini di deflazione e di accelerazione: il processo resta macchinoso, articolato per qualsiasi tipo di illecito sui tre gradi del giudizio, con procedure estremamente complicate, che dilatano oltre ogni misura i tempi del processo e non rendono conveniente il ricorso ai riti alternativi, stante la prospettiva di giungere alla prescrizione del reato per i tempi oltre modo lunghi del giudizio ordinario. In vero anche in questo settore il grosso nodo è la lungaggine dei processi. Consequenziale, è la prescrizione dei reati. La ragionevole durata del processo, però, deve assicurarsi non solo a tutela dell'imputato ma anche della parte offesa". Per stringere i tempi del processo, la presidente Freni, ha proposto "l'estensione a tutti i reati della disciplina contenuta nell'art. 190 bis cpp per evitare un enorme dispendio di tempo e di energie subordinando al consenso delle parti l'utilizzabilità, ai fini della decisione, delle dichiarazioni acquisite nella precedente fase dibattimentale". La presidente facente funzioni della Corte d'appello, in tema di custodia cautelare, ha posto in evidenza "l'ampliamento dei casi di perdita di efficacia della misura coercitiva aggiungendo il mancato rispetto dell'ulteriore termine introdotto per il deposito in cancelleria dell'ordinanza del Tribunale del Riesame, quantificato in trenta giorni dalla decisione, ovvero in un massimo di quarantacinque se la stesura della motivazione è particolarmente complessa per numero di imputati e gravità di imputazioni, prevedendo una conseguenza di estrema gravità: l'ordinanza non può essere rinnovata salve eccezionali esigenze cautelari specificamente motivate". La relatrice ha quindi sottolineato la "cronica insufficienza degli organici dei giudici nel Distretto, aggravata dai vuoti di organico del personale di cancelleria". Tra i dati positivi segnalati, Fiorenza Freni ha sottolineato i contenuti della legge di Stabilità 2016 che "prevede l'acquisizione di un contingente massimo di mille unità di personale amministrativo proveniente dagli enti di area vasta, nel biennnio 2016-2017, da inquadrare nel ruolo dell'amministrazione giudiziaria". Fiorenza Freni ha inoltre evidenziato "la professionalità e l'impegno profusi dal Procuratore della Repubblica Distrettuale Federico Cafiero de Raho, coadiuvato da tutte le forze dell'ordine, per i risultati rilevanti conseguiti, contrastando e fronteggiando l'economia mafiosa e aggredendo con la confisca i patrimoni mafiosi".

"Nel distretto giudiziario di Reggio Calabria i sequestri e le confische hanno superato gli 800 milioni di euro ed i risultati dell'azione di contrasto hanno fatto aumentare la collaborazione delle persone offese". A dirlo è stata la presidente facente funzioni della Corte d'appello di Reggio Calabria Fiorenza Freni. "Per estirpare la mentalità mafiosa - ha proseguito - bisogna ripartire anche dalla scuola, dove si formano i cittadini e la futura classe dirigente". Nel Distretto sono infatti aumentate del 19,4% le iscrizioni dei procedimenti a carico dei minorenni coinvolti in operazioni di criminalità organizzata e mafiosa, così come la sezione Gip-Gup è stata interessata da un innalzamento dei procedimenti penali pervenuti, noti e ignoti (più di diecimila), rispetto all'annualità precedente. "La pendenza penale è superiore a quella iniziale - ha detto Fiorenza Freni - ma il dato è dipeso dall'aumento esponenziale dei così detti maxi-processi definiti in abbreviato e/o conclusi con il rinvio a giudizio, aventi quasi tutti ad oggetto fattispecie di associazione mafiosa, intestazione fittizia, aggravate dall'art. 7, infiltrazioni nelle attività istituzionali. I procedimenti danno uno spaccato del controllo capillare del territorio da parte della 'ndrangheta, dei legami della stessa con esponenti della classe imprenditoriale e del rapporto con il mondo delle istituzioni e della politica. Non va tralasciato di evidenziare la pendenza di delicatissimi processi a carico di pubblici amministratori, politici e magistrati per gravissimi reati, che richiedono un impegno gravosissimo nell'espletamento delle indispensabili attività istruttorie". Sul fronte delle misure di prevenzione, "nonostante siano solo tre i giudici impegnati, provengono dati fortemente positivi: la pendenza delle proposte, patrimoniali e personali è diminuita del 35%, non un dato numerico, su cui prevale lo straordinario dato qualitativo, posto che molte delle misure patrimoniali sono particolarmente complesse sia per tipologia che per valore dei beni (centinaia di milioni di euro)". Per quanto riguarda alcune fattispecie di reato, Fiorenza Freni ha ricordato i delitti contro la P.A., con particolare riferimento ai reati di peculato, corruzione e concussione, dove per i quali "si registra un aumento complessivo del 12% rispetto al periodo precedente, da 723 a 807; i delitti per indebita percezione di contributi, finanziamenti statali e Ue, aumentati del 5% salgono del 19% i procedimenti a carico di associazioni mafiose, così come gli omicidi volontari (da 24 a 33), i procedimenti per omicidio colposo e per lesioni colpose per infortunio sul lavoro (+33%). Si registra un incremento consistente dell'89% di delitti in tema di pedopornografia, del 94% di episodi di stalking".

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