Reggio Calabria

Assistenti educativi, scuole nel caos

I risvolti della “riforma” adottata da Palazzo San Giorgio. Il Comitato chiede un incontro ai vertici del Comune per fare chiarezza

Assistenti educativi, scuole nel caos

La formula non funziona. La sperimentazione innovativa messa in campo per l’assistenza educativa agli allievi con disabilità mostra segnali di debolezza. E per questo le circa 150 operatrici del settore organizzate in comitato, (rappresentate dal legale Francesco Nucara), hanno chiesto il 7 dicembre un incontro al Comune, per fare chiarezza su molti aspetti. Ma la richiesta non ha mai trovato risposta.

Il servizio pensato per promuovere l’integrazione degli alunni con disabilità fino allo scorso anno era gestito dall’Agedi in convenzione con il Comune. Quest’anno Palazzo San Giorgio ha voluto sperimentare un nuovo percorso attraverso la short list di operatori, (ha fatto una selezione per titoli). Il servizio secondo il protocollo sottoscritto con gli istituti scolastici (infanzia, primarie e secondarie) è a carico del Comune per quanto riguarda gli oneri previdenziali ed assicurativi (2/3 a carico del datore di lavoro e 1/3 a carico del prestatore d’opera). L'importo a tariffa oraria è stato fissato prima 8,29 euro e poi innalzato a 9,10 euro. Ma nel ricevere i pagamenti diverse scuole hanno segnalato al Comitato di non aver ricevuto dal Comune gli oneri contributivi ed assistenziali, con il risultato che per corrispondere questi contributi, gli istituti scolastici sono costretti a decurtare la retribuzione.

Oltre ai nodi da sciogliere sul fronte delle retribuzioni c’è da fare chiarezza anche rispetto alle procedure. Le scuole che si trovano a dover gestire per la prima volta questo tipo di servizio in qualità di datore di lavoro, hanno poca contezza rispetto a obblighi e oneri. E così si sono già verificati dei problemi rispetto alle procedure assicurative con l’Inail. Intanto si procedono in ordine sparso, le scuole hanno adottato contratti diversi e pagano in maniera diversa.

Qualche difficoltà emerge anche rispetto alle strette competenze degli operatori (con casi limite di alcuni istituti in cui le scuole chiamano i genitori quando i ragazzi hanno necessità di recarsi ai servizi igienici). Insomma una situazione che va riorganizzata. Per questo l’incontro richiesto dal comitato tra assessore, dirigente del settore e presidi servirebbe a mettere in chiaro regole e ruoli.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi