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Locri: «Non assimilateci alla ’ndrangheta»

L’appello dei sindaco in conferenza stampa: «Noi siamo storia, arte e cultura». Calabrese annuncia il sostegno di 4 aziende e conferma l’acquirente “romano”

Locri: «Non assimilateci alla ’ndrangheta»

«Locri è storia, arte e cultura, sport, solidarietà e associazionismo. Non può essere assimilabile alla ‘ndrangheta». È il messaggio lanciato ieri dal sindaco Giovanni Calabrese e dall’intera Amministrazione comunale nel corso della conferenza stampa svoltasi nella sala del consiglio comunale alla vigilia della partita del campionato di calcio a 5 femminile che vedrà scendere in campo l’Asd Sporting Locri contro la Lazio, dopo che i dirigenti della società, dimessisi a seguito delle minacce ricevute, hanno consegnato la squadra al sindaco stesso.

All’incontro con i giornalisti, oltre al sindaco Calabrese, al suo vice Raffaele Sainato e all’esecutivo municipale al completo hanno partecipato, tra gli altri, il vice presidente del Consiglio regionale Francesco D’Agostino, il presidente della Provincia, Giuseppe Raffa, e la squadra femminile che scenderà domenica in campo accompagnata dall’allenatore Luis Fernandez Lopez Lapuente detto “Willy”.

Il sindaco Calabrese ha sottolineato che lo Sporting Locri non morirà e continuerà la sua meravigliosa avventura.

L'approfondimento nell'edizione della Gazzetta del Sud in edicola

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