Reggio Calabria

Droga, smantellata la rete dei broker

È Giorgi l’ultima “primula rossa”. Nel mirino della Dda di Reggio il business del narcotraffico

Droga, smantellata la rete dei broker

L’ultimo dei broker della droga a cadere in trappola è stato Sebastiano Signati (scovato in Belgio lo scorso 13 dicembre). In precedenza era toccato al “principe” Roberto Pannunzi, a Santo Scioipione, Domenico Trimboli ai cugini Bruno Giorgi. Tutti presi all’estero, latitanti di lusso in Sud America o nel Nord Europa. Ormai rasa al suolo la rete dei broker della Locride che domina le compravendite di gigantesche partite di cocaina dalla Colombia, Venezuela, Ecuador e Perù. Verso l’Europa. Business da capogiro nelle meni della ’ndrangheta calabrese. Dei boss della droga di Platì, San Luca, Africo, Bovalino, Roccella, Gioiosa.

Del gruppo rimane in fuga un’ultima “primula rossa”. Ad oggi imprendibile Peppe Giorgi, 54enne di San Luca, “u capra”, affiliato alla cosca “Romeo” (genero del capobastone Sebastiano Romeo). È ricercato dal 1995 per associazione mafiosa finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Il 25 maggio 1995 sono state diramate le ricerche in campo internazionale per scontare la pena a 17 anni di reclusione.

Già estradati in Italia dal Belgio i cugini, omonimi, Bruno Giorgi (dicembre 2013), per scontare una lunga condanna per narcotraffico internazionale.

In appena una settimana (aprile 2013) l'arresto in Colombia di Domenico Trimboli e Santo Giuseppe Scipione.

L'approfondimento nell'edizione della Gazzetta del Sud in edicola

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