Arresto De Caria

Leonia, vero affare
era manutenzione
del parco mezzi

La manutenzione dei mezzi, secondo gli investigatori, ha garantito alla cosca Fontana un costante flusso di denaro. I collaboratori di giustizia sostengono che il denaro ricavato dall'attività era diventato un 'fondo cassa' a disposizione delle cosche reggine.

leonia

La manutenzione dei mezzi meccanici della società Leonia, partecipata del Comune di Reggio Calabria, era il vero e proprio affare della cosca della 'ndrangheta Fontana. E' quanto emerso dalle indagini di polizia e Guardia di Finanza che stamane hanno portato all'arresto del direttore operativo della società Leonia e di altre sette persone tutti esponenti della cosca. La famiglia Fontana è titolare della società Semac alla quale è stata affidata la manutenzione dei mezzi della Leonia. La manutenzione dei mezzi, secondo gli investigatori, ha garantito alla cosca Fontana un costante flusso di denaro. I collaboratori di giustizia sostengono che il denaro ricavato dall'attività era diventato un 'fondo cassa' a disposizione delle cosche reggine. Una sorta di "rimessa di denaro contante" proveniente dall'acquisto sovra stimato di pezzi di ricambio e componenti meccanici dei mezzi utilizzati nel 'Comparto rifiuti' che, attraverso un sistema di fatture gonfiate, venivano sostituiti dalla Semac con assoluta facilità e senza una preventiva autorizzazione della Leonia, registrando altissimi costi aziendali.

Le società miste pubblico-private, quali la Leonia ma anche la Multiservizi, hanno rappresentato la "nuova frontiera dei rapporti tra le cosche mafiose ed il tessuto economico e sociale". E' quanto scrive il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Reggio Calabria nell'ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere il direttore operativo della società Leonia e 7 affiliati della cosca di 'ndrangheta dei Fontana. ''Si può ritenere, senza tema di smentite, come le società miste - prosegue il giudice - hanno rappresentato uno dei poli di attenzione della 'ndrangheta, finendo con il rivelarsi strumento (l'ennesimo) mediante il quale la criminalità organizzata ha infiltrato (sarebbe meglio, forse, dire l'ha fatta propria) l'economia cittadina. Con la prima aggravante che ciò è avvenuto in un settore, come quello dei servizi pubblici, destinato alla collettività e con l'ulteriore aggravante rappresentata dall'incapacità (a voler essere ottimisti) del socio di maggioranza (Comune di Reggio Calabria detentore dl 51% delle azioni della LEONIA S,.p.A.) di controllare, nel corso degli anni, cosa accadesse in seno alla società mista".

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