"Bellu lavuru"

Ritornano in libertà
Pasquale Carrozza e
Vincenzo Capozza

Il Tdl accoglie il ricorso del funzionario Anas e del capo cantiere della variante di Palizzi. Accusati di aver favorito le infiltrazioni dei clan negli appalti pubblici.

Cantiere di Palizzi e Vincenzo Capozza

Cantiere di Palizzi e Vincenzo Capozza

Si ferma a nove mesi il periodo di carcere preventivo per l’architetto Vincenzo Capozza e il geometra Pasquale Carrozza, il funzionario dell’Anas e il capo cantiere della società appaltatrice per conto della “Società Italiana per Condotte d’Acqua” arrestati nell’ambito dell’operazione “Bellu Lavuru 2”.
Da ieri sono ritornati in libertà dopo la decisione del Tribunale del riesame perchè sono venute meno le esigenze cautelari. A proporre l’appello, accolto dal Tdl, sono stati i difensori degli indagati Vincenzo Capozza, avvocato Gianpaolo Catanzariti, e Pasquale Carrozza, avvocato Sergio Laganà, contestando la decisione del gip di Reggio Calabria che il 4 agosto scorso aveva rigettato l’istanza di scarcerazione. I due indagati, che erano finiti in manette l’11 gennaio 2012, sono accusati di aver favorito
«l’infiltrazione nei lavori pubblici di imprese direttamente o indirettamente riconducibili al cartello criminale formato dalle famiglie Morabito-Bruzzaniti-Palamara».

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