caso reggio

Sentenza rinviata
Città sospesa nel vuoto

La sorte di Palazzo San Giorgio (scioglimento sì-scioglimento no) continua a restare in bilico. Il Consiglio dei ministri di ieri non se n’è occupato. Lo slittamento è l’ulteriore conferma della dichiarazione della titolare del Viminale: «Decisione sofferta».

consiglio dei ministri

Nulla di fatto. Il Consiglio dei ministri, nella seduta-fiume di ieri, non ha deciso nulla su Reggio. Anzi, non se n’è proprio occupato. Evidentemente la decisione è davvero «sofferta», come ha dichiarato di recente il ministro Anna Maria Cancellieri, sulle cui spalle ricade per intero la responsabilità del provvedimento. La titolare del Viminale, infatti, può percorrere due strade: una la porta a pronunciare direttamente il giudizio finale in forza dei suoi poteri, ed è quella che conduce a una conclusione favorevole all’ente (niente scioglimento e palla al centro); l’altra impone il passaggio in Consiglio del ministri, e in questo caso prelude allo scioglimento. Il fatto che la questione non
abbia varcato la soglia di Palazzo Chigi, dunque, non è una notizia negativa per l’a mministrazione comunale. Il problema vero, quello che il sindaco Demetrio Arena continua a lamentare, è che i giorni passano, le ansie crescono, gli impegni incalzano e il provvedimento, bello o brutto, non arriva. E, più scorre il tempo, più diventa complicato governare un Comune “fantasma”. Tutto resta in sospensione: dalla possibilità di dialogare con gli istituti di credito (che temono il discredito dell’ente) a quella di intrattenere normali relazioni con tutti i soggetti, pubblici e privati, in un modo o nell’altro in contatto con Palazzo San Giorgio.

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