GIOIA TAURO

Il decalogo
per rilanciare
lo scalo

Dieci punti da realizzare per dare valore aggiunto al porto di Gioia Tauro e contribuire a superare la crisi. Sono quelli su cui hanno concordato tutti i partecipanti agli Stati generali del porto organizzati dall'europarlamentare del Pd Pino Arlacchi con la collaborazione dei Comuni di Gioia Tauro e San Ferdinando

porto di gioia tauro
Dieci punti da realizzare per dare valore aggiunto al porto di Gioia Tauro e contribuire a superare la crisi. Sono quelli su cui hanno concordato tutti i partecipanti agli Stati generali del porto organizzati dall'europarlamentare del Pd Pino Arlacchi con la collaborazione dei Comuni di Gioia Tauro e San Ferdinando. Punti sui quali hanno concordato tutti gli attori la cui attività è legata allo scalo calabrese. Al primo punto nell'elenco delle priorità individuate nel corso della due giorni degli Stati generali che si è svolta a Gioia Tauro e San Ferdinando, la creazione della zona Zes (Zona economica speciale) definita da Arlacchi come "la bandiera di prospettiva di tutti gli attori del porto". Al secondo punto del decalogo per lo sviluppo dello scalo gioiese è stata indicata l'istituzione dello Sportello unico investitori per l'area retro portuale a burocrazia zero ed al terzo la promozione internazionale del porto e del retro-porto. "Se Gioia Tauro - è stato il commento di Arlacchi - non entra nella contrattazione tra l'Italia e gli altri Paesi non si va da nessuna parte. La vera sfida dello sviluppo è lo sviluppo del retroporto e la sua crescita non è in concorrenza con gli altri scali del sud Italia". Tra le priorità da perseguire, c'é poi il riconoscimento del ferro-bonus e sistemi incentivanti per il transhipment e per altre attività, oltre alla revisione delle concessioni agli operatori area portuale. Dagli Stati generali è stata sottolieneata anche l'esigenza dell'eliminazione del vincolo ambientale sull'area industriale e la necessità della realizzazione del gateway ferroviario oltre alle infrastrutture portuali e ferroviarie previste dall'Apq Gioia Tauro. Dalla due giorni di dibattiti ed incontri sullo scalo è emersa poi la necessità di realizzare tariffe ferroviare più competitive da parte di Rfi e l'istituzione di un referente unico interministeriale presso la presidenza del Consiglio dei Ministri. Infine, al decimo punto del decalogo per il rilancio dello scalo di Gioia Tauro, la richiesta di certificazione di sicurezza interna ed esterna del porto realizzata dall'Unicri.

 

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