saline joniche

L'ok del Ministero alla centrale a carbone scatena dure reazioni

Il ministero dell'Ambiente si è espresso favorevolmente sulla compatibilità ambientale del progetto della società Sei relativo alla costruzione di una centrale termoelettrica a carbone presso l'area della ex Liquichimica di Saline Joniche.

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La federazione provinciale reggina del Msi-Fiamma Tricolore "rinnova il suo no alla centrale a carbone di Saline". "Apprendiamo, senza grossa sorpresa - è scritto in una nota - che il ministero dell'Ambiente si è espresso favorevolmente circa la compatibilità ambientale del progetto della società Sei relativo alla costruzione di una centrale termoelettrica a carbone presso l'area della ex Liquichimica di Saline Joniche. Ancora una volta il governo Monti non manca occasione di umiliare i territori e la sua gente per assecondare le volontà, ma soprattutto i beceri interessi economici, dei poteri del grande Capitale. E a nulla valgono le raccomandazioni riportate nel decreto a firma dello stesso Monti il quale sancisce, proprio alla luce del parere emesso dal Ministero dell'Ambiente, la compatibilità ambientale e l'autorizzazione alla costruzione di questa Centrale a carbone. Il carbone fa male alla salute dei cittadini e fa male allo sviluppo del nostro territorio. Questa é una verità senza possibilità di smentita, ed è questa l'unica ragione valida e che deve prevalere. Lanciamo un appello alla Regione ed al presidente Scopelliti affinché manifesti formalmente il suo veto alla costruzione della Centrale e ponga finalmente fine con risolutezza e decisione a questo ennesimo tentativo di scempio contro la nostra terra".

"Il nostro problema è il carbone che, malgrado le innovazioni prodotte dalla tecnologia inquina moltissimo, diversamente da tutto il resto". E' quanto afferma Agazio Loiero, coordinatore nazionale Mpa-Ad), commentando la decisione del Ministero dell'Ambiente in relazione alla realizzazione della Centrale a carbone di Saline Jonche. "I precedenti ci sono a Gioia Tauro, e lì - prosegue Loiero - sappiamo com'é andata a finire. La posizione è quella di sempre, ribadita all'unanimità dalla Giunta regionale nel 2008 e inviata al Governo: un netto no a Saline Joniche". *** Nel corso di una conferenza stampa, a Reggio, sui ritardi nei lavori di completamento dell'autostrada Salerno - Reggio, i consiglieri regionali Carlo Guccione e Bruno Censore del Pd, Giuseppe Giordano di Idv e Pasquale Tripodi (Misto) hanno riconfermato la loro contrarietà alla realizzazione della Centrale a carbone di Saline Ioniche. Tripodi, Giordano, Censore, Guccione, hanno affermato "che non si tratta di questione che riguarda i comuni vicini all'area indicata, ma dell'intera Calabria. D'altronde - hanno ricordato - il Consiglio regionale il 16 novembre del 2010, all'unanimità, aveva votato una mozione contro il carbone, una scelta, peraltro, contenuta nel Piano energetico regionale ancora in vigore. La partita è dunque chiusa". ***"Blocchiamo la costruzione della centrale a carbone a Saline". E' l'appello che lancia, in una nota, Pino Commodari, del Prc. "Il governo Monti, il governo più politico della storia d'Italia - prosegue Commodari - ha detto si alla costruzione della centrale a carbone a Saline Joniche della Sei spa, della potenza di 1320 MWe. Una scelta antidemocratica ed arrogante di un governo, la cui essenza stessa e proprio questa, perché non ha tenuto in alcuna considerazione le posizioni espresse dalla popolazione, dai comitati locali, dalle associazioni ambientaliste, da molte amministrazioni locali. Abbiamo una sola possibilità per impedire che ciò si compia: la mobilitazione e la rivolta popolare". *** "La decisione che nei giorni scorsi il Governo ha preso di decretare 'la compatibilita' ambientalé del progetto di costruzione di una centrale a carbone a Saline Joniche - è scritto in una nota congiunta della segreteria regionale della Cgil e della Camera del lavoro di Reggio - è l'ennesima dimostrazione che in settori non secondari dello stesso prevale l'idea di una regione da sfruttare, con scelte dal chiaro sapore neocoloniale. Ribadiamo il nostro No, sollecitiamo il sistema istituzionale locale a partire dalla Giunta regionale e dal Consiglio a non consentire una scelta che è contro il futuro della regione; ci mobiliteremo e sosterremo ogni iniziativa a contrasto della scelta compiuta ed a difesa degli interessi legittimi della Calabria". *** Sulla vicenda interviene anche il Comitato Sì per "Comitato per la Riconversione della centrale Enel di Rossano che sollecita decisioni anche per quanto riguarda l'impianto rossanese."Se l'Enel investe sul territorio del Veneto - è scritto fra l'altro nella nota - non è detto che sia poi interessata anche ad investire su quello calabrese e se parte la costruzione della Centrale di Saline a carbone pulito, non è detto che l'Enel sia interessata a costruire una ulteriore centrale in una regione dove c'é un surplus di energia. Come si vede, i tempi di intervento non sono da considerarsi un aspetto secondario. In momenti di crisi come quello che stiamo attraversando non possiamo consentirci di perdere neppure una sola occasione di lavoro". *** Per il segretario regionale del Pdci, Michelangelo Tripodi "é davvero vergognosa la decisione del governo Monti di dare il via libera alla costruzione della megacentrale a carbone di Saline Joniche. Anche in materia ambientale - prosegue Tripodi - il governo tecnico ha gettato la maschera. Con la scelta compiuta su Saline Joniche siamo passati adesso al massacro ambientale e al disprezzo del territorio. Si vuole obbligare la regione a subire un impianto pericoloso, inutile e dannoso. In questa come in diverse altre circostanze si manifesta da vera natura antidemocratica del governo Monti, frutto di un pasticcio politico-istituzionale voluto da Napolitano e senza alcuna legittimazione popolare. Una cosa è certa. Tutta la Calabria dovrà opporsi strenuamente contro una scelta neocolonialista che vuole trasformare questa regione nella pattumiera dell'Italia". (ANSA).

Commenti all'articolo

  • RinaldoSorgenti

    02 Luglio 2012 - 12:12

    Osservare le incredibili negative posizioni e motivazioni contrarie al Progetto di Centrale per Saline forse dimostra il perchè sia sempre stato difficile portare un sano sviluppo anche in Calabria. Infatti, la dialettica è quanto mai dannosa, se alla stessa non si abbina anche l'approfondimento e l'opportuna informazione. Anche le paure di chi pensa che la realizzazione degli impianti di Porto Tolle e Saline possano impedire poi la trasformazione dell'impianto di Rossano sono fuori luogo, perchè chiaramente l'Italia ha bisogno di diversificare ed equilibrare il modo di produrre l'elettricità, enormemente sbilanciato verso l'uso del Gas Metano. Infatti, l'Italia produce solo il 12% di elettricità con il Carbone, mentre la Germania lo fa per il 42% (peraltro per un quantitativo doppio in assoluto), mentre la Ue27 per il 33%. Insomma, in Italia servono almeno 7-8 nuovi impianti, per equilibrare la propria situazione a difesa delloccupazione e della competitività Paese.

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  • RinaldoSorgenti

    02 Luglio 2012 - 11:11

    La considerazione che la Calabria già esporta energia prodotta in loco è quantomai fuorviante. Infatti, la produzione elettrica prescinde dal luogo, grazie alla possibilità poi di trasferire l'elettricità ovunque sul Continente, grazie alla rete e quindi la localizzazione degli impianti è semmai da definire in funzione delle condizioni logistiche che favoriscono l'approvvigionamento del combustibile e la possibilità di avere accesso all'acqua per il raffreddamento degli impianti. Insomma, il settore termoelettrico è uno dei più funzionali e puliti nel contesto delle varie attività produttive e l'Italia ha assoluto bisogno di diversificare il proprio "Mix delle Fonti" per tale produzione, per ridurre il rischio strategico degli approvvigionamenti e difendere la competitività del proprio sistema manifatturiero, che necessita di elettricità a costi ragionevoli per poter competere. Impianti esistono già in 9 Regioni e non si capisce perchè in Calabria questo non dovrebbe andar bene.

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  • RinaldoSorgenti

    02 Luglio 2012 - 11:11

    Sconcertanti le considerazioni di Agazio Lojero per giustificare un'avversione preconcetta al Progetto per la realizzazione della Centrale termoelettrica per Saline Joniche. Addirittura evoca, come se fosse stata un'azione positiva, il precedente fallimento di quanto era previsto, oltre 20 anni fa, per Gioia Tauro. Evidentemente, non si conoscono affatto quali siano i parametri fondamentali che motivano la scelta di produrre l'elettricità (bene fondamentale ed alla base del benessere e dello sviluppo, ovunque nel Mondo dove si è potuto disporre di tale importante vettore) con i vari combustibili e che giustificano il fatto che TUTTI i Paesi più avanzati d'Europa e del Mondo utilizzano appunto il CARBONE come prima fonte energetica per questo fine. Ma è davvero così difficile uscire dal pregiudizio preventivo e documentarsi in merito? Eppure basterebbe esaminare come fanno in Germania, Danimarca, U.K., Olanda, Belgio, ecc.. Oppure il problema è che tali Paesi sono a Nord ???

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