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Caputo, no alla chiusura Tribunale

Il consigliere regionale, presidente della Prima Commissione Affari istituzionali " Soprattutto la Sibaritide ed il basso Jonio hanno il diritto di rivendicare, in tutte le forme di espressione consentite, decenni e decenni di evidenti disattenzioni e di scarsa incisività da parte dei governi nazionali"

Caputo, no alla chiusura Tribunale

"La questione di civiltà, di metodo e di cittadinanza, unanimemente condivisa sul no incondizionato alla soppressione del Tribunale di Rossano ha dimostrato e sta dimostrando che, sulle grandi sfide di questa terra, popolazioni ed istituzioni ignorano ogni forma di distinzione, preferendo l'utilità e l'efficacia delle battaglie comuni". E' quanto afferma, in una nota, il consigliere regionale Giuseppe Caputo, presidente della Prima Commissione Affari istituzionali. "Soprattutto la Sibaritide ed il basso Jonio - prosegue Caputo - hanno il diritto di rivendicare, in tutte le forme di espressione consentite, decenni e decenni di evidenti disattenzioni e di scarsa incisività da parte dei governi nazionali. Così come hanno il dovere, cosa che sta avvenendo, di ricercare con intelligenza, equilibrio e senso di responsabilità tutte le necessarie e naturali convergenze sulla vicenda del Tribunale certo, ma, più in generale, su tutte le prospettive di sviluppo sostenibile di questa importante zona della Calabria. Alla protesta ed alla puntualità da sempre dimostrate su criticità spesso subite o non adeguatamente aggredite, questo stesso territorio deve saper però dimostrare anche un'altra capacità che è costruttiva e duplice: anzitutto quella di non piegarsi al clima esasperato e generalizzante dell'antipolitica montante; e poi, soprattutto, quella di saper guardare, con i piedi per terra, alle reali condizioni ed alle praticabili e non teoriche vie di sviluppo dei prossimi anni". "Il no a tutto, a qualsiasi cosa, a qualsiasi progetto, finanche a qualsiasi discussione e possibilità di confronto su questioni aperte, trascinatesi ed incancrenitesi per decenni - dice ancora Caputo - rischierebbe, infatti, soltanto di provocare cortocircuiti istituzionali, con una deleteria confusione di ruoli e funzioni. Sul no a tutto non c'é e non può esserci alcuna vera unità territoriale. Il mondo dell'associazionismo, di qualsiasi formazione e natura, ha certamente il diritto di manifestare un'insoddisfazione generale sulla quale, d'altronde, sarebbe difficile fare dei distinguo da parte di chiunque. Allo stesso tempo, tuttavia, associazioni e cittadini hanno il dovere civico, così come l'esperienza unitaria nella difesa del Tribunale di Rossano sta dimostrando, di condividere con le istituzioni scelte di ascolto e collaborazione sulla ricerca di soluzioni praticabili e non lunari, senza fughe in avanti né strumentalizzazioni utili solo ad incendiare gli animi, senza risolvere nulla, semmai dividendo". (ANSA).

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