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Boemi valuta azione contro pentita Pesce

Nelle affermazioni nel corso del processo alla cosca di Rosarno, la pentita Giuseppina Pesce ha parlato di rapporti tra il suocero, Gaetano Palaia, e l'ex procuratore aggiunto di Reggio Calabria. Il legale di Boemi "Una gravissima manomissione della storia di contrasto giudiziario alle più potenti cosche mafiose della Piana"

Boemi valuta azione contro pentita Pesce

Tribunale Reggio Calabria

''Il dott.Salvo Boemi, acquisiti i necessari elementi conoscitivi, per ora limitati alla semplice cronaca giornalistica, si riserva di valutare la proposizione di ogni utile iniziativa nelle competenti sedi giudiziarie contro comportamenti e/o affermazioni della signora Giuseppina Pesce che possano averne offeso l'onore e arrecato danno alla limpida immagine di un fedele servitore dello Stato che ha costituito e costituisce per molti un esempio di civismo ed un riferimento morale fondamentale nell'affermazione di una Calabria libera dal dominio mafioso". Lo afferma, in una nota, l'avvocato Salvatore Costantino facendo riferimento alle affermazioni della pentita Giuseppina Pesce, che, nel corso del processo alla cosca di Rosarno, ha parlato di rapporti tra il suocero, Gaetano Palaia, e l'ex procuratore aggiunto di Reggio Calabria. "Non facciamo fatica a credere - aggiunge Costantino - che il nome del dott. Salvo Boemi fosse di uso frequente nelle case degli uomini del clan Pesce di Rosarno. Quel nome - a dirlo, in verità, è l'azione di contrasto alla mafia degli ultimi 30 anni - sarà rimbombato in quelle case tutte le innumerevoli volte che le sentenze di condanna agli uomini del clan hanno annunciato la fine della impunità mafiosa o che lo Stato ha iniziato finalmente ad aggredire i loro patrimoni, procedendo alla confisca di beni per svariati miliardi. Sarà rimbombato fin da quando le dichiarazioni del primo collaboratore di giustizia, il rosarnese Pino Scriva, raccolte dal dott. Salvo Boemi, porteranno a centinaia di arresti, alla celebrazione del processo della mafia delle tre province e alla pronuncia di decine di ergastoli. Quel nome rimbombava perché quelle sentenze e quei sequestri sono stati per lungo tempo frutto del lavoro e del sacrificio del dott. Boemi e degli uomini che con lui hanno lavorato". "Riferire il nome del dott. Boemi a qualunque altro uso, puranche con vaghissime dichiarazioni - afferma ancora il legale - si pone in gravissimo rapporto di inimicizia con il comune senso delle cose e costituisce per ciò solo una gravissima manomissione della storia di contrasto giudiziario alle più potenti cosche mafiose della Piana. E' ferma, comunque, nel dott. Boemi la determinata e consapevole volontà di non sovrapporre, nemmeno incidentalmente, vicende che possano distogliere l'attenzione dal normale svolgimento del procedimento davanti il Tribunale di Palmi nei confronti del sodalizio mafioso rosarnese". (ANSA).

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