SANT’AGATA MILITELLO

Delitto Vinci,
«coltellata fatale»

Responso dell’autopsia sul corpo del venticinquenne, a sette mesi dall’omicidio. La morte è attribuibile al colpo in pieno torace inferto dall’ex fidanzata.

benedetto vinci

Sarebbe stata fatale per Benedetto Vinci la coltellata infertagli in pieno torace la notte del 4 marzo scorso dall’allora fidanzata Francesca Picilli. È il responso dell’autopsia eseguita sul cadavere del venticinquenne santagatese dalla dottoressa Francesca Trio, consulente tecnico nominato dalla procura della Repubblica di Patti. Il medico legale ha depositato, sette mesi dopo, il verbale dell’autopsia eseguita il 20 marzo, disposta dal sostituto procuratore Francesca Bonazinga per accertare appunto l’eventuale nesso di causalità tra la coltellata inferta dalla Picilli e la morte di Benedetto Vinci, avvenuta all’alba del 14 marzo, dieci giorni più tardi. Secondo quanto scritto nel verbale autoptico, l’evento morte, ad avviso della dottoressa Trio, andrebbe ricondotto esclusivamente alla coltellata ricevuta dalla vittima ed alla ferita procurata dalla lama del coltello a serramanico. Per quell’e p isodio la ventisettenne santagatese venne subito arrestata, rimanendo agli arresti domiciliari fino al 6 agosto, quando il gip, ritenendo cessate le esigenze cautelari, dispose il ritorno in libertà con obbligo di dimora.

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