NEW YORK

Licenziato si vendica
e spara sulla folla

L'uomo che ha sparato davanti all'Empire State Building a New York era un impiegato licenziato circa un anno fa. Si chiamava Jeffrey Johnson, aveva 53 anni.

Licenziato si vendica
e spara sulla folla

L'uomo che ha sparato davanti all'Empire State Building a New York era un impiegato licenziato  circa un anno fa. Si chiamava Jeffrey Johnson, aveva 53 anni.

L'altra vittima e un manager di 41 anni della ditta, la Hazan Import, dove lavorava Johnson

Un senatore democratico, Malcom Smith - secondo quanto riporta il Wall Street Journal - ha raccontato che si trovava per una riunione di lavoro all'Empire State Building. Lì ha incontrato il sindaco di New York, Michael Bloomberg che gli ha raccontato come Johnson, infuriato per il suo licenziamento, sia tornato al suo ex posto di lavoro sparando al manager all'altezza del viso. Di seguito, ha raccontato ancora Smith, Johnson è uscito per strada e ha cominciato a sparare all'impazzata contro i passanti, creando una situazione di panico e caos. La polizia di New York ha confermato che la seconda vittima della sparatoria era un ex collega di lavoro del killer, il quale molto probabilmente si è voluto vendicare per il suo recente licenziamento.

Alcuni turisti italiani che al momento della sparatoria erano in visita all'interno dell'Empire State Building hanno raccontato di non essersi accorti di nulla fin a quando non sono stati bloccati all'uscita dell'edificio.

'Siamo in albergo a due blocks appena dall'Empire State Building - hanno scritto alcuni testimoni al sito ANSA.IT -.  Avevamo appena preso un taxi per raggiungete Soho quando il traffico è impazzito di colpo: tutto paralizzato, sirene della polizia ovunque e un nugolo di elicotteri in cielo. Non ci siamo accorti di nulla, a parte dell'immensa confusione che lasciava intendere qualcosa di grave'.

'Ci sono elicotteri su tutta Manhattan' ha scritto un'altra lettrice di ANSA.IT

Le persone ferite da Jeffrey Johnson, 53 anni, sono almeno nove e non sono in gravi condizioni. Lo ha detto il sindaco della città, Michael Bloomberg, precisando che alcuni di loro potrebbero essere stati feriti involontariamente dalla polizia.

"E' una terribile tragedia, e poteva essere anche peggio". Lo afferma il sindaco di New York, Michael Bloomberg, nel corso di una conferenza stampa con il capo del New York Police Department, Robert Kelly. Il corpo dell'aggressore ucciso è ancora sulla scena, sulla 35ma strada all'entrata dell'Empire State Building, coperto con un lenzuolo.

CUORE MANHATTAN ISOLATO, CHIUSA FIFTH AVENUE - Il cuore di Manhattan è da stamattina bloccato per la sparatoria avvenuta davanti all'Empire State Building, con almeno due morti, tra cui il killer, ed otto feriti. Impossibile avvicinarsi all'area in cui è avvenuto il fatto - l'incrocio tra la 34/ma street e la Fifth Avenue - che è stata completamente isolata, con la polizia che vieta l'accesso anche ai residenti e a chi lavora nella zona piena di uffici oltre che di negozi. La Fifth Avenue, ancora affollata in questi giorni da migliaia di turisti, tra cui tantissimi italiani, è bloccata al traffico. Gli agenti hanno formato un cordone impenetrabile e in certi punti a fatica riescono a contenere i tantissimi curiosi. Tra i turisti più che la paura prevale lo stupore per quanto accaduto. "Qui succede una sparatoria al giorno", è stato il commento di un agente del New York Police Department di origine italiana, con riferimento ai numerosi fatti di sangue avvenuti negli Usa nel corso dell'estate.

BLOOMBERG, CI SONO TROPPE ARMI IN GIRO  - "Ci sono troppe pistole in circolazione". Lo afferma il sindaco di New York, Michael Bloomberg, sottolineando che la sparatoria all'Empire State Building non ha legami con il terrorismo.

 

OBAMA INFORMATO SU SPARATORIA NY - Il presidente americano Barack Obama è stato messo al corrente della sparatoria all'Empire State Building poco dopo le 9.30 del mattino, ore 15.30 italiane. A informare Obama è stato il vice-responsabile per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Brennan, il consigliere per la sicurezza nazionale e la lotta al terrorismo.

 

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