Teatro V.E.

Ancora veleno
nella coda

I sindacati smentiscono i vertici dell’Ente sul conto consuntivo e sulle eventuali responsabilità del personale. Il vicepresidente Faranda: «Bisogna superare la mentalità assistenzialista».

Ancora veleno 
nella coda

Sulla mancata presentazione del conto consuntivo alla Regione, che avrebbe di fatto bloccato gli stipendi e gli altri pagamenti, i vertici del Vittorio Emanuele avevano
chiamato in causa i dipendenti, soprattutto quelli che si occupano della ragioneria, evidenziando come nessuno di loro fosse in grado di prepararlo a seguito delle nuove
normative. Ma ieri i tre segretari di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, Di Guardo, Allegra e Alessi hanno respinto le accuse al mittente. «Quanto accaduto nella conferenza stampa –tuonano –ha il sapore della farsa; farsa unita alle mancanza di verità, che tende a scaricare sui lavoratori del Teatro i limiti e l’incapacità del gruppo dirigente. Abbiamo appreso che la dirigenza dell’ente ha inteso attribuire responsabilità al personale amministrativo. Ma è giusto fare delle precisazioni: il teatro non ha una pianta organica e non ha, ancora, l’equiparazione dei dipendenti all’organico regionale. Il commissario è stato mandato a Messina su richiesta delle organizzazioni sindacali che hanno compreso i limiti dell’attuale dirigenza ad affrontare e risolvere queste due delicate e vitali questini». Ma ieri sull’argomento è intervenuto anche il vicepresidente del
Vittorio Emanuele, Daniela Faranda, assente alla conferenza stampa e in dissenso con gli altri vertici. «Sento la necessità ed il dovere di chiarire la mia posizione rispetto
alla questione “Teatro”. Sono stata inviata alla conferenza stampa dal presidente solo il giorno prima, ma sarebbe stato certamente più opportuno che i consiglieri fossero
stati non soltanto “invitati” ma coinvolti in un confronto precedente. Ma il CdA non è un organo collegiale?».

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