Barcellona

Patrimonio Ipab
i nodi al pettine

Le indagini delle Procure della città del Longano e di Reggio sulle dinamiche gestionali. Trasferimento di immobili, alienazioni, bilanci e obiettivi: un guazzabuglio.

ipab

Nella gestione del cospicuo patrimonio dell’Ipab “Nicolaci Bonomo” potrebbero essere stati manomessi atti per il trasferimento illegale di beni immobili, oggetto di lasciti di famiglie di benefattori, in favore di privati. Sulla vicenda sono ancora in corso due diverse indagini: la prima della Procura di Barcellona, la seconda dellaProcura di Reggio Calabria. I magistrati inquirenti hanno infatti nominato un collegio di esperti per la ricognizione del cospicuo patrimonio immobiliare che si stima possa superare i 13 milioni di euro. Alcuni beni dell’Ipab sarebbero stati alienati con pratiche poco ortodosse ed esclusi dall’inventario originario per essere destinati a personaggi in vista della città del Longano. L’indagine avviata con un primo rapporto della Guardia di finanza in cui si indicava con precisione un trasferimento sospetto di un palazzo dell’Ipab in favore di un privato, si è adesso concentrata sulle verifiche alla Conservatoria dei registri immobiliari. La nuova gestione dell’Ipab, improntata alla legalità, ha consentito di fare anche chiarezza su un contenzioso che aveva come oggetto l’esercizio dell’usucapione sui beni immobiliari dell’ente che non può essere applicato ai beni delle istituzioni di pubblica
beneficenza.

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