Due anni dopo

Un solo indagato
per la tragedia
dell’elicottero

È il titolare dell’industria il cui piazzale fu utilizzato come pista. Si trattò di errore umano? Nel disastro di Giammoro morirono il pilota Messina e i passeggeri Taranto, Adige e Fricia

elicottero precipitato

A quasi due anni dalla tragedia di Giammoro, avvenuta il 12 agosto del 2010 quando nelle fasi di decollo dal piazzale dello stabilimento industriale della "Nuova Cometra" precipitò un elicottero con a bordo quattro persone, spunta il nome di un primo indagato. Si tratta dell’amministratore delegato della stessa industria "Cometra", Valerio Paolo Labate di Reggio Calabria, per il quale allo stato degli atti la Procura della Repubblica del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ipotizza i reati previsti dagli art. 428 e 449 del codice penale, "disastro aviatorio colposo" a cui si aggiunge il reato previsto dall’art. 589, di "omicidio colposo plurimo aggravato dalle circostanze dei commi 1 e 3". Allo stesso amministratore delegato dell’azienda che avrebbe consentito l’utilizzo del cortile del sito industriale come pista di atterraggio e decollo del velivolo e in particolare come deposito e stazione per il rifornimento di carburante, nello specifico kerosene, il sostituto procuratore Mirko Piloni contesta altresì il reato previsto e punito dall’articolo
679 del codice penale, "omessa denuncia di materie esplodenti" e ciò in considerazione dell’esistenza di un distributore privato di carburante improvvisato nella stessa area in cui si è verificato il disastro costato la vita a quattro persone.
Quel tragico mattino, poco dopo le 8, nelle fasi di decollo persero la vita il pilota Domenico Messina, 37 anni di Barcellona e tre passeggeri, Davide Taranto, 34 anni e Giuseppe Adige, 54 anni, entrambi di Milazzo e il più giovane del gruppo, Vincenzo "Enzo" Fricia, 19 anni di Priolo.

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