Accertamenti

Dubbi della GdF
sui conti ATM

Le Fiamme gialle hanno effettuato una serie di accertamenti sui rapporti tra il Comune e l’Azienda trasporti. Risultato: un elenco di osservazioni. Contestate le perdite della società mai ripianate da Palazzo Zanca e la proprietà della sede di via La Farina.

Alligo e Conte

I servizi di trasporto alunni e quelli svolti all’interno del Cimitero o su richiesta dei Servizi sociali. Le percentuali dei proventi delle multe. La gestione della linea tranviaria e del parcheggio multipiano Cavallotti. E ancora i “gratta e sosta”, l’acquisto di nuovi autobus, la situazione immobiliare e la proprietà della sede centrale e dell’officina. Ma soprattutto i bilanci, le perdite mai ripianate e, più in generale, i rapporti tra il Comune e l’Atm. Tutto questo è finito sotto la lente d’ingrandimento del nucleo operativo della
Guardia di Finanza. Gli accertamenti di natura fiscale svolti  hanno trovato sbocco in un corposo processo verbale di constatazione, che ha messo un po’ di comprensibile apprensione tanto ai piani alti dell’Atm quanto negli uffici di Palazzo
Zanca. Sia i vertici dell’azienda
trasporti che il dirigente alle società
partecipate hanno provveduto
subito a produrre delle
controdeduzioni. I militari hanno,
in primis, contestato la mancata
corresponsione dell’Iva nei
trasferimenti comunali. La seconda, importante contestazione
riguarda l’immobile
che ospita la sede di via La Farina,
con tanto di uffici e officine.
In particolare la Finanza
contesta gli ammortamenti
operati sul cespite, in quanto
l’edificio risulterebbe ancora di
proprietà del Comune e non dell’azienda.

I dettagli nell'articolo di Sebastiano Caspanello a pagina 28

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