MESSINA

De Luca: «O tolgo le baracche o vado via»

Il sindaco di Messina lega il proprio destino agli interventi di risanamento nelle "favelas". Ci sarebbero a disposizione 227 milioni, si cercano alloggi sul mercato

De Luca: «O tolgo le baracche o vado via»

La presa d’atto dell’ordinanza sindacale del 6 agosto. La richiesta della dichiarazione di stato di emergenza sanitaria e socio-ambientale. L’avviso ricognitivo per l’acquisto e la locazione di alloggi sul mercato immobiliare. Lo Statuto della nuova Agenzia comunale per il risanamento e la riqualificazione urbana, denominata “A.Ris.Me”. E, infine, il quadro economico-finanziario (ci sarebbero potenzialmente disponibili ben 227 milioni di euro) a supporto delle azioni di sgombero e demolizione di tutte le strutture abitative che insistono negli ambiti di risanamento. Nel corso di una seduta “no-stop” la Giunta comunale ha esitato tutti gli atti che dovrebbero costituire la cornice entro la quale si gioca il grande azzardo lanciato dal sindaco De Luca, la “madre di tutte le sfide”: l’eliminazione delle baraccopoli messinesi entro il 31 dicembre 2018. «Io da uomo delle istituzioni non posso consentire che la mia città sia ancora definita la “città delle baracche” e che ospiti migliaia di famiglie in abitazioni indegne del vivere civile e se questa operazione non riesce, io sono pronto a lasciare l’incarico», afferma il sindaco. 

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