MESSINA

La mamma di Enzo attacca: "E' stata una vergogna"

"Neanche un elicottero per portalo in ospedale, ha fatto 4 ore in macchina"

La mamma di Enzo attacca: "E' stata una vergogna"

Difficile rimanere sereni a casa Nibali, nonostante Vincenzo già dalla serata dell’incidente abbia tentato in tutti i modi di trasmettere tranquillità ai propri familiari. «Siamo tutti amareggiati – dice mamma Giovanna – e anche arrabbiati per quello che è successo. È stata una vergogna tutta la salita dell’Alpe d’Huez, ma soprattutto l’incidente di Enzo, per le modalità che l’hanno causato, e anche per la decisione della giuria di non annullare il suo ritardo al traguardo, come ad esempio avevano fatto in passato con Froome per un episodio simile. Poi, trovo assurdo che, in quelle condizioni e con quel dolore, mio figlio sia dovuto andare in ospedale in automobile, per un viaggio di due ore all’andata e altrettante al ritorno; questo perché non si è riuscito a trovare un elicottero, forse perché erano tutti già impegnati per i vip. Avrei voluto vedere se al posto di Enzo ci fosse stato un corridore francese. E se le conseguenze dell’incidente fossero state ancora più gravi? Come avrebbe potuto sopportare un viaggio in macchina con quella frattura?».

L’umore è dei peggiori anche per papà Salvatore: «Adesso aspettiamo questi 15-20 giorni di riposo, e poi vedremo gli ulteriori accertamenti. Enzo ci ha telefonato subito, la sera stessa, cercando di tranquillizzarci; ci ha detto che sono cose che possono succedere in corsa, e di stare tranquilli, perché non era niente di grave. A questo punto possiamo soltanto aspettare e vedere come procede la guarigione. Peccato, perché ero sicuro che avrebbe vinto la tappa sull’Alpe d’Huez; nella salita, prima dell’incidente, lo avevo visto pedalare con grande tranquillità, senza sforzo. La sua condizione migliorava giorno dopo giorno, e si vedeva; del resto, questa è la sua caratteristica, lui ha un motore diesel di quelli potenti, e più corre, più migliora. Adesso, speriamo che si ristabilisca in tempo per il Mondiale, una corsa a cui tiene tantissimo».

«Non ci sono parole – ha aggiunto Lillo La Rosa, team manager della squadra di giovani talenti nata a Messina proprio su impulso di Vincenzo, il Team Nibali – per commentare questo incidente, che dietro di sé lascia tanti, troppi interrogativi. Lo stesso spettatore che ha fatto cadere Vincenzo, tra l’altro, non è stato neppure identificato dalla Gendarmeria, che per tutta la salita non ha garantito la sicurezza dei corridori. Questo incidente è peggio di quello di Rio, quando Vincenzo è caduto, mentre stava dando il massimo sforzo, a causa di una macchia di umidità che ha fatto slittare la ruota. Peccato, perché era arrivato il momento giusto per lanciare l’attacco alla classifica generale; Vincenzo aveva svolto un programma specifico con Slongo per arrivare al top nella terza settimana. Adesso Enzo è già a casa, a Lugano, dove dovrà osservare assoluto riposo per le prossime due settimane, poi vedremo gli accertamenti specifici cui verrà sottoposto. Vedremo anche come cambierà il suo programma».

Ieri intanto la precisazione di Froome, a cui era stato attribuito un gesto di fair play per aspettare Nibali dopo l’incidente. «Devo essere sincero – ha detto – non ci siamo accorti di cosa è successo, pensavamo fosse una caduta normale. Ci siamo schierati in quel modo perché ci studiavamo».(t.p.)

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