Messina

Dia Messina sequestra patrimonio ad imprenditore della macellazione

Riguarda il capitale sociale di imprese e relativi compendi aziendali, immobili, terreni e vari rapporti finanziari, anche intestati a prestanome

Dia Messina sequestra patrimonio ad imprenditore della macellazione

La Dia di Messina, supportata dal Centro Operativo di Catania diretto da Renato Panvino, ha sequestrato l'ingente patrimonio nella disponibilità di Nunzio Ruggieri di Naso, un noto imprenditore operante nel settore della macellazione e commercializzazione del pellame. Il provvedimento è del Tribunale Misure di Prevenzione di Messina, su proposta del direttore della Dia, generale Giuseppe Governale, in sinergia con la Dda della Procura di Messina guidata da Maurizio De Lucia. 

Il sequestro riguarda i beni nella disponibilità di Nunzio Ruggieri, che è stato menzionato dal collaboratore di giustizia Santo Lenzo, legato a clan mafiosi nebroidei, per alcuni collegamenti con elementi di vertice della criminalità organizzata "tortoriciana" oltre allo stesso Lenzo, Cesare Bontempo Scavo e Carmelo Armenio. In particolare, da alcune dichiarazioni del 2002 di Lenzo si evince che Ruggieri, nel 1999, tramite Armenio, referente della criminalità organizzata a Brolo (Me), "aveva chiesto che fossero incendiati i mattatoi di Sinagra, Barcellona P.G. e Giammoro, impegnandosi, nel contempo, a versare 50 milioni all'organizzazione mafiosa" che lo avrebbe favorito. Il piano criminale non fu attuato "per l'opposizione dei rappresentanti della criminalità organizzata barcellonese".
Ruggieri è stato condannato per usura e ha diversi processi pendenti per truffa, falso, usura, abusivismo finanziario.
L'indagine economico-finanziaria avrebbe accertato che l'imprenditore pur ''non avendo dichiarato redditi ufficiali sufficienti e capienti, era riuscito con l'illecita attività usuraia, nel periodo esaminato, ad incrementare il suo patrimonio personale ed imprenditoriale, anche intestandolo a congiunti, di fatto suoi fidati prestanome''. Sono stati sequestrati due imprese col capitale sociale e compendio aziendale, una quota pari al 20% del Fondo Consortile di un Consorzio; 20 unità immobiliari (fabbricati e terreni); 23 mezzi personali ed aziendali; diversi rapporti finanziari, intestati anche ad altre persone per un valore complessivo di circa 9 milioni di euro.(ANSA)

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