Messina

Il tram volante? «Non è uno spot» E quello attuale «deve sparire»

Il costo però sarebbe di circa 50 milioni di euro. Il vicesindaco Mondello: «È fattibile con il contributo dei privati»

Il tram volante? «Non è uno spot» E quello attuale «deve sparire»

«Non è una trovata elettorale il tram volante, ma si può davvero fare e nel medio periodo l’attuale cityway dovrà sparire». Il vice sindaco Salvatore Mondello è tornato piuttosto motivato dall’incontro avuto a Reggio Calabria, nella sede della Città Metropolitana, per la presentazione tecnico-scientifica dell’idea progetto Metro Aspromonte. Infatti anche dall’altro lato dello Stretto stanno valutando l’opportunità di poter collegare la costa jonica e quella tirrenica attraverso uno sky way, quello che è stato ribattezzato come il “tram volante”.

«È tutt’altro che uno spot del sindaco – dice Mondello che ha, fra le altre, anche la delega alla mobilità –, si tratta di un sistema che viaggia sospeso su una monorotaia a grande velocità a sei metri d’altezza con un ingombro a terra di poche decine di centimetri per i pali di sostegno. Noi lo immaginiamo sulla linea di costa e in una progettualità di massima, fra l’Annunziata e Tremestieri. Si tratta di una dozzina di chilometri che questo city way impiegherebbe circa 17 minuti a percorrere con otto fermate».

Il costo dell’operazione è presto fatto. Si va dai 3 agli 8 milioni a chilometro e, considerata la morfologia di Messina, il valore si potrebbe attestare intorno ai 4 milioni. In pratica servono almeno 50 milioni di euro. «Per il finanziamento abbiamo immaginato tre vie. La prima è quella del project financing, la più veloce e percorribile- Nel seminario di Reggio Calabria, è emersa la possibilità di trovare dei finanziatori. Il city way è già in corso avanzato di realizzazione a San Marino dove la situazione morfologica è decisamente più complessa. Altrimenti potrebbe esserci un cofinanziamento del 30 o 40% della stessa società che realizza la tecnologia. La terza via è quella di andare a reperire i fondi in Europa, quelli che sono destinati a questo tipo di attività. Ma questa via comporterebbe un’importante spesa di progettazione da anticipare per avere accesso ai finanziamenti».

Lo skyway, nato in Bielorussia e finanziato progettualmente con un crowfounding, può viaggiare in città fino a 80 km orari, in percorso extraurbani anche al doppio. Per realizzarlo a Messina ci vorrebbero due anni, ma è modulare. E del tram, quello a terra, che ne sarebbe se il piano ambizioso della monorotaia sospesa dovesse prender piede?

«A prescindere dal progetto innovativo dello sky way – dice Mondello – il tram andrà, nel medio periodo, eliminato. Produce secondo i primi calcoli, che però vogliamo approfondire, 5 milioni di euro di passività all’anno. In dieci anni ci siamo pagati lo skyway. Il tram è sottoutilizzato e in 40 minuti fa un percorso che ha tagliato la cortina del porto. Sarebbe meglio ripristinare il vecchio bus che percorre la stessa via. In più avremo presto i mezzi elettrici per l’altro circuito del centro città. A differenza di allora, oggi pensiamo alla progettazione e poi troveremo i soldi, non il contrario».

 

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