Oggi si vota

Messina sceglie il suo futuro fino al 2023

Dalle 7 alle 23, le operazioni di voto: in corsa per Palazzo Zanca Accorinti, Barrile, Bramanti, De Luca, Saitta, Sciacca e Trischitta. Tanti i temi toccati in campagna elettorale ma è emersa con forza soprattutto la “questione giovanile”

Messina sceglie il suo futuro fino al 2023

Con l’insediamento dei seggi, ieri alle 16 in punto, e surroga di quattro presidenti, la complessa macchina elettorale si è messa in moto. E oggi è il giorno della verità. Dalle 7 alle 23 si decidono le sorti del Comune – sindaco e Consiglio – e delle sei Circoscrizioni. I messinesi sono chiamati a scegliere chi guiderà la città da ora al 2023.

Il silenzio elettorale è stato violato, come era prevedibile, attraverso quello strumento geniale e insieme infernale dei social network. In ogni caso, le 24 ore di riflessione, seguite a una campagna elettorale che ha avuto toni anche molto violenti, sono servite a distendere gli animi.

Ormai i nomi e i volti dei sette contendenti sono noti. Si sfidano il sindaco uscente Renato Accorinti, la presidente del Consiglio comunale, anche lei uscente e unica donna in campo, Emilia Barrile, l’ex consigliere comunale (dimessosi da capogruppo di Forza Italia in rottura con il Centrodestra messinese), l’avvocato Pippo Trischitta, l’ingegnere Gaetano Sciacca a nome e per conto dei 5Stelle, il deputato regionale Cateno De Luca con le sue sei liste e, infine, i due rappresentanti del Centrodestra e del Centrosinistra, i professori Dino Bramanti e Antonio Saitta.

È stato detto e scritto molto, se non tutto, in queste settimane. I temi che ritroviamo nei programmi dei sette candidati sono molti e vari, specchio di una città complessa quale è Messina, che resta il tredicesimo Comune d’Italia, malgrado il preoccupante calo demografico, spia d’allarme di una crisi epocale che attanaglia il capoluogo dello Stretto ormai da decenni.

La situazione economico-finanziaria in primo piano. Chiunque vincerà oggi, o all’eventuale turno di ballottaggio previsto per domenica 24 giugno, dovrà affrontare il nodo, ancora irrisolto, del Piano di riequilibrio (per ora decennale, è possibile che diventi ventennale) sul quale non c’è stato finora un pronunciamento definitivo da parte del Ministero. E poi, collegato a questo, i capitoli della organizzazione o riorganizzazione della macchina burocratica, la questione dei dirigenti comunali e i rapporti tra il Municipio “casa madre” e le sue “figlie”, le società partecipate MessinaServizi (settore rifiuti, ha preso il posto di MessinAmbiente), Atm (trasporto pubblico), Amam (gestione idrica).

Si è dibattuto molto ovviamente delle politiche sociali, del sistema cooperativistico, di Casa Serena, degli interventi in favore dei soggetti autistici e delle disabilità in genere, degli anziani e dell’infanzia, delle sempre più ampie fasce di povertà, dei senza fissa dimora e del sistema di accoglienza nei confronti dei migranti. Il nostro giornale ha riferito in modo dettagliato tutte le posizioni dei singoli candidati e gli elettori hanno strumenti per poter valutare e giudicare.

Spazio significativo, e non poteva essere altrimenti, anche per i temi relativi alla mobilità urbana, alle isole pedonali, ai parcheggi, alla linea tranviaria (uno degli argomenti che più ha fatto discutere in campagna elettorale). E poi a quelli riguardanti il territorio, la sua messa in sicurezza, le infrastrutture, la riqualificazione e rigenerazione urbana, il futuro della Zona falcata e di Maregrosso, la pianificazione urbanistica con gli strumenti predisposti dall’Amministrazione comunale uscente (la Variante di salvaguardia e la bozza del nuovo Prg), la valorizzazione dei villaggi, la vita dei quartieri, gli impianti sportivi, le sorti della principale squadra cittadina.

Forse dimentichiamo qualche altro capitolo importante del “libro Messina”. Ma ce n’è uno che è diventato il filo conduttore dei programmi, degli impegni e delle promesse di tutti i candidati, da Accorinti che cerca la riconferma a Bramanti, dalla Barrile a Trischitta, da De Luca a Sciacca, fino a Saitta: la questione giovanile. È stata definita la “madre di tutte le battaglie”, perché se la città non riesce a evitare la continua emorragia,la fuga delle nuove generazioni, è come se rinunciasse ad avere un futuro. È qui che Messina si gioca tutto.

Ecco, ora la parola è ai messinesi.

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